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Roberta Lemma, l'Italia senza veli


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L’INGREDIENTE SEGRETO - MA QUANTO PESI? - CUCU’ E NV0435215+200905 NON C’E’ PIU’ - VISITE DA LONTANO

6 Settembre 2010

Bolla di vapore acqueo attorno a una stella morente.

La stella IRC+10216 avvolta nella sua bolla di vapore acqueo - Credits ESA/Herschel

La stella IRC+10216 avvolta nella sua bolla di vapore acqueo - Credits ESA/Herschel

Il suo nome corrisponde alla sigla IRC+10216 ed e’ una stella al carbonio in fase di “declino”, ovvero morente; si trova nella costellazione del Leone a circa 650 anni luce dalla Terra. Ha una massa pari a 1,5 masse solari e un raggio di 250 volte maggiore rispetto al Sole (questo e’ dovuto al suo “status” di gigante rossa): se posta al centro del sistema solare, i suoi strati piu’ esterni arriverebbero a Marte.

Il Telescopio Herschel e’ andato a spiare il perche’ questa vecchia stella sia circondata da una gigantesca bolla di vapore acqueo! Quando questa venne scoperta nel 2001, si fece l’ipotesi che l’astro avesse smembrato delle comete o avesse smembrato dei pianeti nani incautamente avvicinatisi troppo alla stella madre. Grazie al Herschel pare che nessuna delle sue ipotesi sia quella giusta: pare ci sia una terza via da seguire!!!

Animazione della bolla di vapore acqueo attorno alla stella IRC+10216

Animazione della bolla di vapore acqueo attorno alla stella IRC+10216 (CLIKKA SULL'IMMAGINE PER AVVIARE L'ANIMAZIONE) - Credits: Dr Peter Tuthill Chatterton Astronomy Department School of Physics, University of Sydney

IRC+10216 presenta una struttura morfologica della bolla molto complessa. Si sono infatti potuti osservare “ciuffi, bipolarita’ e strati esterni quasi perfettamente sferici” (tratto da: Astronomy & Astrophisics Volume 455, Number 1, August III 2006). Si puo’ capire che la sua complessa struttura era nota, ma non si capiva cosa avesse generato quella enorme bolla d’acqua; tenendo anche conto che le stelle al carbonio dovrebbero produrne poca di acqua. Dalle analisi fatte, i responsabili sembrano essere i raggi ultravioletti delle stelle vicine a IRC+10216. Uno dei motivi che ha fatto escludre le prime due ipotesi fatte sulla bolla e’ dovuta al fatto che questa e’ troppo calda per provenire dallo smembramento di corpi ghiacciati. La sesibilita’ degli strumenti di Herschel, ha permesso di stabilire con precisione la forbice di temperatura relativa alla bolla: da -200 a +800 °C! La provenienza di questa acqua sembra tutta interna alla bolla; i raggi ultravioletti colpirebbero due tipi di molecole presenti nella coltre polverosa che circonda la stella: il monossido di carbonio e ossido di silicio, questo farebbe rilasciare l’ossigeno che a questo punto e’ libero di legarsi all’idrogeno formado l’acqua. Secondo i modelli proposti, questo e’ l’unico che puo’ coincidere con le temperature rilevate da Herschel. Piu’ il processo avvine vicino alla stella, piu’ l’acqua che si formera’ sara’ calda e viceversa.

La difficolta’ di ossevazione della stella sta anche nel fatto che nel visibile risulta abbastanza debole e anonima, mentre nell’infrarosso e’ una delle stelle piu’ brillanti del cielo! La colpa sta ancora una volta nella materia che circonda questa stella, che non e’ solo di vapore acqueo, ma anche di polveri che assorbono la luce visibile e lasciano passare solo la radiazione infrarossa.

Grazie a questa scoperta, ora Herschel tastera’ “il polso” ad altre stelle con le stesse caratteristiche di IRC+10216; i mattoni della vita sono carbonio e idrogeno e attorno a questa stella ci sono entrambi e tutto questo per rispondere sempre alle stesse domande che l’umanita’ si fa da sempre! (Fonte: ESA/Herschel )

Nuove tecniche per “pesare” i pianeti.

Dalle pulsar arriva un nuovo metoto per pesare i pianeti e anche interi sistemi planetari!

La pulsar posta al centro della Nebuolosa del Granchio

La pulsar posta al centro della Nebuolosa del Granchio - Credits: NASA/ESA

La gravita’ e’ determinata dalla massa di un corpo; l’attrazione gravitazionale determina la lunghezza e le dimensioni dell’orbita di un corpo che gira attorno ad un altro! Prendendo a campione le orbite delle lune presenti nel sistema solare, si puo’ determinare la massa del pianeta a cui la luna campione appartiene. Questo e’ il metodo usato fino a ora….

Il team coordinato da David Champion del Max Planck Institute for Radio Astronomy di Bonn dichiara che con le nuove misurazioni sara’ possibile determinare con precisione gravita’ e massa di un corpo inesplorato presso il quale si vorra’ mandare una sonda; quando questa si trovera’ a passarle vicino si potra’ inserirla in un’orbita precisa intorno al pianeta da osservare e studiare!

Ma qual e’ il nuovo metodo dell’equipe di Champion? Cosa centrano i residui di stelle morte, come le pulsar? In prtatica ogni pulsar emette un segnale a intervalli regolarissimi. L’arrivo di questo segnale nel Sistema Solare ha anch’esso un tempo ben preciso, che viene pero’ disturbato dal movimento dei pianeti che orbitano intorno al Sole. Per avere un dato certo, gli astronomi hanno calcolato quando i segnali delle pulsar avrebbero dovuto giungere al baricentro del nostro sistema solare, se i dati (stimati e osservati) non coincidono vuol dire che i calcoli delle effemeridi erano errati e le masse di conseguenza! Facciamo un esempio con le parole del Dott. Dick Manchester del CSIRO Astronomy and Space Science: “Se la massa di Giove e quelle delle sue Lune non fosse corretta, allora si evidenzierebbero degli errori riguardo al tempo di arrivo dei segnali radio dalla pulsar presa a campione; cosa che si ripeterebbe in 12 anni, cioè il tempo dell’orbita di Giove intorno al Sole.” Di contro, se la misura e’ corretta non verranno evidenziati errori di calcolo. Se adotteranno questo metodo di calcolo usando 20 pulsar per 7 anni, si stima che la pesata di Giove potra’ risultare piu’ precisa di quella fatta da una sonda posta davanti al nostro gigante gassoso. Per Saturno occorreranno 13 anni.

Schema della deformazione dello spazio secondo la teoria della Relativita Generale - Crediti degli aventi diritto

Schema della deformazione dello spazio secondo la teoria della Relativita' Generale - Credits: D. Champion, MPIfR

La nuova tecnica puo’ mettere in evidenza una diffenza fra masse del 0.003% della massa della Terra….detta cosi’ pare proprio pochino, ma nel sistema metrico decimale questo si tadurrebbe in 200 000 milioni di milioni di tonnellate.

Lo scopo finale di queste pesate “di massa” dei pianeti, avrebbero come fine ultimo la caccia alle mitiche onde gravitazionli predette nella teoria della Relativita’ Generale postulata da Einstein. (Fonte: astronomynow.com)

Splendida ripresa del passaggio di Titano (la Luna pirincipale di Saturno) davanti al sistema binario NV0435215+200905.

Titano allinizio delloccultazione del sistema NV0435215200905

Titano all'inizio dell'occultazione del sistema NV0435215200905 - Copyright degli aventi diritto

Piu’ che una notizia, questo e’ un evento cosmico davvero eccezionale: la piu’ importante luna di Saturno ha transitato davanti a un sitema binario (cioe’ un sistema formato da due stelle legate insieme gravitazionalmente). L’evento e’ stato osservato con il Hale Telescope, munito di un’ottica adattiva (*) per riprendere l’evento. L’eccezionali immagini riprese, permettono di vedere come la densa atmosfera di Titano defletta l’immagine delle due stelle occultate. Se osserverete attentamente il filmato proposto a questo link potrete osservare come, al momento del passaggio dietro a Titano, entrambe le stelle sembrano formare una piccola “gobba” che lambisce il controno della luna. Grazie a questa osservazione si e’ potutto scoprire come l’atmosfera di Titano sia percorsa da correnti e venti. (Fonte: palomarskies.blogspot.com)

Due asteroidi passeranno vicino alla Terra questo week-end!

Diagramma dellorbita di 2010 RF12 - Credits:

Diagramma dell'orbita di 2010 RF12 - Copyright degli aventi diritto

Diagramam dellorbita di 2010 RX30 - Copyright degli aventi diritto

Diagramma dell'orbita di 2010 RX30 - Copyright degli aventi diritto

I due asteroidi che ci visiteranno sono stati scoperti il 5 settembre da Andrea Boattini durante un osservazione al Mount Lemmon Survey in Arizona. Le stime delle dimensioni sono rispettivamente di 8 metri per 2010 RF12 (una approsimazione compresa fra 5 e 15m) e 12 metri per 2010 RX30 (con una approsimazione compresa fra 7 e 25 m). Il piu’ piccolo dei due passera’ a una distanza di 80.000 km da noi (ovvero il 21% della distanza Terra/Luna); pare che 2010 RF12 ci faccia visita ogni 100 anni! Le stime delle ultime osservazioni fanno anche pensare che giri molto lentamente sul proprio asse: 6 ore in tutto!! Il piu’ grande dei due passera’ a una distanza da noi di 248.000 km. A questo link potete trovare alcune caratteristiche di entrambi gli asteroidi! (Fonte: astronomynow.com)

Dal Cosmo e’ tutto………..

Francesca

ottica adattiva (*): con questo termine si intende un sistema di specchi e lenti che contrastano la turbolenza dell’atmosfera che tende a distorcere l’immagine che raggiunge i telescopi a terra. Questo tipo di ottica non viene applicata ai telescopi posti in orbita…..

IL TRIONFO DEGLI ESOPIANETI

27 Agosto 2010

In giugno 2010 l’annuncio di 6 nuovi esopianeti da parte del team di CoRoT, poi quello della scoperta di un mini-sistema solare a “solo” 127 anni luce da noi e infine Kepler che scopre due giganti gassosi attorno alla stessa stella e un probabile terzo ancora da confermare! E’ decisamente l’estate dei pianeti extrasolari!!!! Vediamo nel dettaglio questi annunci.

E’ il giugno di questo anno quando il team di CoRoT conferma la scoperta di 5 pieneti e di una nana bruna che si colloca esattamente a meta’ strada fra i pianeti e le stelle, per le caratteristiche presentate.

fghgfh

Ecco la locandina dedicata alle 15 scoperte fatte dal solo CoRoT nell'osservazione degli esopianeti; si possono vedere le distanze dalla rispettive stelle madri (qui riassunte in una sola per comodita'), in oltre ci sono anche le grandezze dei singoli pianeti

Le scoperte di CoRoT, sono relative ai seguenti pianeti:

  1. CoRoT 8b: si pensa sia simile internamente ai nostri Urano e Nettuno e che abbia una massa e una grandezza paragonabili a quelle del nostro Saturno. E’ il secondo pianeta piu’ piccolo scoperto da questo Telescopio e il piu’ piccolo fra quelli di natura gassosa;
  2. CoRoT 10b: e’ un gigante con un orbita estremamente eccentrica. Nel punto piu’ lontano dalla sua stella (afelio), la temperatura superficiale arriva a 250° C, ma aumenta fino a 600° C quando passa al perielio.
  3. CoRoT 11b: e’ una della scoperte piu’ importanti di CoRoT. Questo pianeta infatti, si trova in compagnia di una stella che ruota sul suo asse in sole 40 ore (a paragone si ricorda che il nostro Sole ruota attorno al suo asse in 26 giorni). E’ molto difficile osservare pianeti che orbitano attorno a stelle cosi’ veloci, CoRoT ci e’ riuscito!!!
  4. CoRoT 12b, 13b, 14b: sono tre giganti gassosi, in stile gioviano, ruotano attorno a tre stelle diverse, ognuno la sua, ma sono accomunati dalla catatteristica che tutti e tre ruotano molto vicino alla loro stella madre. Sono in compenso diversi fisicamente! 12b e’ grande piu’ di Giove (un raggio maggiore del nostro gigante gassoso di ben il 50%); appartiene alla famiglia dei gioviani caldi e per questo le sue dimensioni sono letteralmente “gonfiate” dalle alte temperature causate dalla vicinanza al proprio astro; 13b e’ invece, piu’ piccolo e piu’ denso di Giove, questo potrebbe essere dovuto a un nucleo roccioso; per finire 14b e’ dei tre e’ il piu’ vicino alla sua stella madre, ha una dimensione simile a quella di Giove, ma ha una massa 7,5 volte maggiore rispetto al nostro gigante gassoso; e’ il secondo di questo tipo scoperto da CoRoT.
  5. CoRoT 15b: per ultimo c’e’ questa nana bruna che non e’, come indica il nome, un pianeta extrasolare, ma una stella di piccolissima massa. Il fatto che la si consideri una stella e’ dovuto alla sua densita’ che è 40 maggiore di quella di Giove e alle dimensioni 60 volte maggiori al pianeta gigante. Essa si colloca a meta’ strada fra un pianeta di grande massa e una stella piccina piccina: insomma un vero anello di congiunzione.

(Fonte: www.ox.ac.uk)

Poi abbimo l’incredibile scoperta di un simil-sistema solare a soli 127 anni luce da noi (considerando le distanze astronomiche, si puo’ quasi dire che era dietro la porta di casa e non ce ne siamo accorti!). Il sistema appartiene alla stella HD 10180 e si trova nella costellazione dell’Idra Maschio. La scoperta, a mio avviso, ha una nota davvero incredibile, perche’ non solo si trova un mini sistema solare, ma le distanze delle orbite seguono (se cosi’ si puo’ dire) la stessa regola delle distanze delle orbite dei nostri pianeti dal Sole, ovvero: ogni pianeta si trova a una distanza doppia rispetto al precedente!!!! Le orbite, inoltre, sono regolari e quasi circolari. Questa importante scoperta viene resa nota dopo 6 anni di lavori e 190 misurazioni.

Le dimensioni di questi pianeti sembrano stabilizzarsi dulla grandezza di Nettuno (con una forbice che va da 13 a 25 masse terrestri). Inoltre, pare, che ci siano altri 2 elementi, non ancora identificati, che potrebbero completare il gia’ rosero quadro trovato dagli scienziati. I due elementi non ancora determinati con certezza potrebbero essere un pianeta molto vicino alla stella madre di misura leggerissimamente piu’ grande della Terra e un orbita di appena 1,18 giorni, ma data la sua dimensione e la vicinanza alla stella, la determinazione non e’ cosi’ facile. Il secondo mister X della storia potrebbe essere un pianeta delle dimensioni di Saturno, che si troverebbe a 3,4 UA e dal periodo orbitale di 2.200 giorni attorno a HD 10180.  I pianeti sono tutti compresi in una zona paragonabile all’orbita di Marte, questa caratteristica lo rende unico, se poi si aggiungeranno anche i due “desaparecido” il suo record sara’ quello di PRIMO SISTEMA EXTRA SOLARE grazie al maggior numero di pianeti orbitanti.

Per ora la contesa di N.1, e’ con 55 Cancri che possiede 5 pianeti tutti di natura gassosa e con uno di essi (denominato con la lettera F e scoperto nel 2007 da Hubble) che si trova nella cosiddetta zona abitabile.

(Fonte: AstroWorld)

Per ultimo, ma non ultimo come si dice, ecco cosa ha da dirci il Telescopio Kepler! Ieri 26 agosto si dava l’annuncio della scoperta di Kepler 9b e 9c. A questo link i dati tecnici dei due pianeti!

Entrambi di massa simile a Saturno, orbitano attorno alla stella Kepler 9, nella costellazione della Lira a 700 pc da noi (1 pc = 3,26 anni luce). La sorpresa di questa scoperta sta nel fatto che Kepler 9b e 9c sono stati “visti ” transitare entrambi davanti alla stessa stella in un unico “colpo d’occhio”! (Ricordiamo che Kepler effettua le sue ricerche attraverso il “metodo del transito” ovvero osservando l’abbassamento di luminosita’ di una stella nel momento in cui un pianeta gli passa davanti). Kepler 9b e’ il piu’ grande dei due e orbita intorno alla sua stella in 19 giorni, mentre Kepler 9c e’ leggermente piu’ piccolo ed esterno e orbita in 38 giorni.

Questa scoperta è il primo rilevamento chiaro di cambiamenti significativi negli intervalli da un transito planetario a quello successivo, ciò che noi chiamiamo variazioni di tempi di transito!” ha detto che Matthew Holman uno degli scienziati che lavorano al progetto Kepler dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics a Cambridge. Questo potrebbe significare un’interazione gravitazionale fra i due giganti.

Ma non e’ tutto: in aggiunta ci dovrebbe essere il solito mister X, che questa volta vestirebbe i panni di un pianeta di taglia simile alla Terra e precisamente una volta e mezza il raggio del nostro pianeta. La sua orbita e’ decisamente vicina alla stella madre e il tempo di rotazione potrebbe essere di 1,6 giorni. Gli studiosi ne sono quasi certi, dato che e’ stata trovata “la sua firma” nel transito, solo che ora serve lavorare per la conferma di questo dato!

Suggerisco questa pagina della NASA per osservare l’animazione delle orbite dei pianeti di Kepler 9.

(Fonte: science.nasa.gov)

A concludere questa pagina, vorrei proporvi un filmato relativo agli appuntamenti astronomici del mese di Settembre 2010 nei nostri cieli!

Dal Cosmo e’ tutto………

Francesca

Record UNIVERSALI!!!!

26 Luglio 2010
Visione artistica di Giove - Credits: David Hardy

Visione artistica di Giove - Credits: David Hardy

  1. Uno Shuttle pronto a essere agganciato all’ET (External Tank) e ai SBR (Solid Rocket Buster), pesa 68.586 kg, una balenottera azzurra pesa 150.000 kg! Uno Shuttle a pieno carico agganciato al serbatoio (ET) colmo di carburante idrogeno/ossigeno e ai booster laterali (SRB), pronto a partire sulla rampa di lancio, pesa 2.045.000 kg!!!
  2. Il tempo sulla Terra e’ misurato con precisione dall’orologio atomico che conta il decadimento del cesio 133; questo periodo di transizione tra due livelli energetici avviene 9.192.631.770 volte ogni secondo. Il suo grado di errore è pari alla perdita di 1 secondo ogni 400 milioni di anni.
  3. La Terra ha 3 satelliti: Luna, Cruithne e 2002 AA 29
  4. Gli scienziati hanno calcolato che il terremoto del Cile del 2010 ha causato uno spostamento dell’asse della Terra di circa 8 cm e una conseguente diminuzione della durata della giornata di 1,26 microsecondi. Allo stesso modo, il terremoto che nel 2004 colpì la regione del Sumatra determinò un accorciamento delle giornate di 6,8 microsecondi, dovuto anch’esso all’alterazione dell’asse della Terra.
  5. L’occhio umano è altamente sensibile a tutte le tonalità di giallo, questa caratteristica sembra essere fortemente legata al colore della nostra stella: il Sole è una nana gialla!
  6. Plutone non è più un pianeta dal giugno 2006, ma è stato degradato al ruolo di pianeta nano perché è più piccolo della Luna, perché ci sono asteroidi più grossi di lui e perché non tiene pulita la sua orbita!!!
  7. Saturno è più leggero dell’acqua, se venisse messo in un enorme oceano galleggerebbe!
  8. Il potente campo magnetico di Giove induce, sotto la crosta del suo satellite IO, correnti magnetiche in grado di trasportare 1000 gigawatt di potenza con un differenziale di potenza di 400.000 volt
  9. Venere non ha campo magnetico
  10. Un uomo di 80 kg su Giove peserebbe ne 200 kg e su Mercurio peserebbe ne 29,6 kg!!
  11. La cometa Shumaker Levy9 sviluppo’ una potenza di 10 milioni di megatoni di TNT quando, al momento dell’impatto con Giove, si libero’ l’energia d’urto. Facendo un triste paragone la bomba atomica (bomba A) ne sviluppo’ 10 di megatoni e la bomba a idrogeno (bomba H) ne sviluppo’ 100 di megatoni.
  12. La pressione subita dalla superficie del nucleo di Giove e’ pari a 450 milioni di kg per centrimetro quadro!!!!!
  13. Il Sole emana in tutte le direzioni un corrispettivo energetico di 400.000 miliardi di miliardi di kilowatt al secondo
  14. Il 10 marzo del 1989 gli astronomi rilevarono un brillamento solare che espulse dal Sole tanta massa quanto 35 Terre messe insieme, la materia viaggio’ a una velocita’ di 2.000.000 km/h!
  15. Se durante una passeggiata spaziale un astronauta viene colpito da radiazione solare, per un valore di 600 rem dopo un brillamento sulla superficie del Sole, l’astronauta può morire nel giro di 48 ore (nel migliore dei casi); grazie alla nostra atmosfera, sulla Terra giungono 5 rem l’anno! (rem è la scala di valutazione usata per quantificare la radiazione solare in grado di danneggiare la vita).
  16. Un’aurora boreale porta con se milioni di megawatt di energia e 1.000.000 di ampere (in casa ci sono 16 ampere)
  17. Le piante ne sanno più di noi sulla potenza del Sole: prendono l’energia che gli serve per la fotosintesi nel punto in cui il Sole emana di più! Nello spettro della luce è nel verde! Se la nostra stella fosse una gigante blu le foreste sarebbero azzurrine e se fosse una nana rossa sarebbero arancioni/rosse!
  18. Una stella di grande massa che muore in un’esplosione di supernova, può diventare più luminosa della galassia che la ospita
  19. La galassia di Andromeda contiene 1000 miliardi di stelle
  20. La stella Eta Carina è 5.000.000 più luminosa del Sole
  21. La densità della materia all’interno del residuo di una stella esplosa (stella di neutroni) è paragonabile alla densità che si avrebbe comprimendo una petroliera ridotta alle dimensioni di un granello di sabbia
  22. Una stella di neutroni ha un diametro compreso fra 15 e 20 km
  23. Il campo magnetico di una stella di neutroni può superare di 100 miliardi di volte quello della Terra
  24. La stella di neutroni più rapida che si conosca gira su se stessa in pochi millisecondi
  25. Una magnetar (residuo stellare con un potentissimo campo magnetico) è in grado di smagnetizzare una carta di credito a 400.000 km di distanza e di smembrare un uomo a 1000 km di distanza
  26. Quando una stella esplode, la materia espulsa per alcuni giorni si muove nel cosmo a una velocità di 10.000 km/sec
  27. La materia espulsa dalla pulsar del Granchio (residuo di stella morta) viaggia a una velocità di 56.000.000 km/h (il 5% della velocità della luce)
  28. La stella di Barnard si muove nello spazio a una velocità di 140 km/sec
  29. La stella più vecchia della Via Lattea è nata 500.000 anni dopo il big bang
  30. La stella che ruota più velocemente su se stessa e’ Achernar e ha una velocità di 225 km/sec
  31. VY Canis Majoris è la stella più grande della Via Lattea: ha un raggio di 2100 volte maggiore rispetto al raggio del Sole! La luce impiegherebbe 8 ore per girarle attorno
  32. Nelle polveri espulse da VY Canis Majoris è stato trovato nitruro di fosforso uno dei componenti base del DNA e RNA
  33. A tutt’oggi sono stati scoperti 461 pianeti extrasolari
  34. Ci sono più possibilità di trovare vita su un altro pianeta che di vincere il superenalotto
  35. Il buco nero al centro della Via Lattea ha una massa di 3,7 milioni di masse solari tutte pigiate in uno spazio di 44 milioni di km (circa 1/3 della distanza Terra/Sole)
  36. Se la nostra galassia dovesse essere ridotta a un modellino da tavolo, mantenendo invariate le proporzioni, il suo spessore sarebbe quello di un foglio di carta.
  37. La nostra galassia viaggia nel Cosmo a una velocità di 600 km/sec; la Terra si sposta con essa e macina 51,84 milioni di km al giorno nell’Universo.

Dal Cosmo e’ tutto……..

Francesca

BUONE VACANZE A TUTTI!!!!

BUONE VACANZE A TUTTI!!!! ARRIVEDERCI A SETTEMBRE 2010...

ECLISSE TOTALE - HUBBLE: NUOVA SCOPERTA PER HD 209458b

20 Luglio 2010

Come annunciato in precedenza, il giorno 11 luglio, nella zona del sud Pacifico c’è stata un’eclisse totale di Sole! Questa si verifica  nel momento in cui la Luna si frappone fra noi e il Sole! Ci possono essere diversi tipi di eclisse di Sole: totale, parziale e anulare. Vi rimando a questa pagina del blog per maggiori informazioni sull’eclisse! Approfitto per inserire alcune foto dell’eclisse dell’11 luglio e ringraziare Peter Caltner http://twitter.com/PC0101 per avermi costantemente tenuta aggiornata sulle nuove foto presenti in rete!

Eclisse del 11 luglio 2010 - Credits:

Eclisse del 11 luglio 2010 - Credits:J.C. Casado

Eclisse del 11 luglio 2010 vista dalla Patagonia allalba - Credits: Daniel Fisher

Eclisse del 11 luglio 2010 vista dalla Patagonia all'alba - Credits: Daniel Fisher

Eclisse del 11 luglio 2010 - Credits: Denis Di Cicco

Eclisse del 11 luglio 2010 - Credits: Denis Di Cicco

Infine metto questa bellissima foto presa dalla ormai dismessa stazione russa MIR; questa immagine fu scattata durante l’eclisse del 1999.

Eclisse di Sole fotografata dalla MIR nel 1999 -

Eclisse di Sole fotografata dalla MIR nel 1999. Questa immagine mostra bene il cono d'ombra che si proietta sulla Terra - Crediti degli aventi diritto

HUBBLE lo straordinario telescopio, ha analizzato la coda di una “cometa planetaria” attorno a un’altra stella.

Intesificate le analisi sulla stella HD 209458 da parte del telescopio spaziale HUBBLE!! Questo astro e’ una nana gialla e attorno a essa ruota il pianeta HD 209458b di massa pari al 70% del nostro Giove; scoperto nel 1999, dopo 10 anni di ossevazione si e’ potuto analizzare in modo piu’ approfondito la coda del pianeta grazie allo strumento COS (Cosmic Origins Spectrograph) montato sul Telescopio!

Rappresentazione artisitca di HD 209458 - Credits: ESA-Hubble

Rappresentazione artisitca di HD 209458 - Credits: ESA-Hubble

HD 209458b ha un’orbita molto stretta attorno alla sua stella: solo 7 milioni di km!!!! Per paragone, Mercurio ha una distanza dal Sole di 46 milioni di km al perielio e quasi 70 milioni di km all’afelio. Inoltre e’ velocissimo nel suo periodo orbitale: solo 3,5 giorni (contro gli 88 di Mercurio)  e la sua temperatura 1100° C. La sua distanza dalla Terra e’ di 154 anni luce in direzione nella costellazione del Pegaso.

La presenza della coda era gia’ nota agli astronomi nel 2003, serviva un analisi piu’ approfondita della stessa, in quanto lo strumento STIS che la identifico’, non era in grado di mostrare i dettagli della coda stessa!

Quando all’epoca si calcolo’ la diminuzione della luminosita’ della stella durante il transito del pianeta la stima di diminuzione di luminosita’ avrebbe dovuto essere di solo 1,5 punti percentuali, invece tutte le osservazioni davano come stima l’8%!!! Una incongruenza difficile da spiegare se non con la presenza di una evaporazione degli strati piu’ esterni dell’atmosfera di HD 209458b. Attraverso l’utilizzo della telecamera COS, montata a bordo di Hubble, e’ stato possibile definire alcuni parametri di questa coda! A esempio, si e’ potuto quantificare il moto di questa coda, che pare essere di 35000 km/h! Inoltre, il materiale soffiato via dall’alta atmosfera dal vento stellare, pare essere composto da silicio e carbonio. Le stime ci dicono che, tempo un trilione di anni, e HD 209458b verra’ completamente “evaporato”! (Fonte: NASA)

Foto ripresa nell'ottico da Hubble di HD 209458 - Credits: NASA-ESA

Foto di HD 209458 ripresa nell'ottico da Hubble - Credits: NASA / ESA

Dal Cosmo e’ tutto……….

Francesca

ACQUA MARZIANA: NUOVE SCOPERTE - CONGIUNZIONI PLANETARIE - LA “CAPRIOLA” DELLO SHUTTLE

2 Luglio 2010

Marte: ulteriori risultati sulla presenza di acqua dolce del passato marziano.

I dati osservati dalle sonde Mars Express e MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) hanno permesso a un team di ricercatori francesi e americani di affermare che 4 miliardi di anni fa l’intero pianeta Marte era percorso da acqua. Fin’ora si pensava che fosse l’emisfero sud il probabile candidato a ospirare siti con presenza di acqua, ora si ha la certezza che anche nell’emisfero nord le probabilità erano alte! Il pianeta Marte è un pianeta diviso in due, dove le differrenza fra i due emisferi sono molto evidenti. Le conferme avute, della presenza di acqua, erano per ora solo legate ai carbonati trovati dai rover; le nuove analisi fatte dalle due sonde confermano la presenza di argilla nel terreno; l’argilla denota la presenza di un ambiente umido nel passato! La determinazione dell’epoca della presenza dell’acqua e’ stata datata a 4 miliardi di anni fa in base all’analisi fatta sulle rocce nelle zone prese a campione.

Marte: Ariadnes Colles - credits: ESA

Marte: Ariadnes Colles - credits: ESA

L’incertezza della presenza  di acqua nell’emisfero nord era legata al fatto che i vulcani di questo emisfero sono stati attivi in epoche recenti (su scala cosmica) e la lava fuoriuscita ha coperto le antiche sedimentazioni, impedendone l’analisi. Fu per primo lo strumento OMEGA su Mars Express a identificare i phyllosilicati nei crateri del nord, ma la sua non perfetta precisione nell’analizzare delle aree molto piccole ha avuto bisogno di ulteriori osservazioni. Attraverso lo strumento CRISM  (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars) che si trova su MRO, e’ stato invece possibile analizzare 91 crateri dell’emisfero nord; in nove di questi sono state trovate sia tracce d’argilla che di idrati di silicati presenti solo in ambienti umidi.

Marte: il cratere Lyot nellemisfero nord

Marte: il cratere Lyot nell'emisfero nord- Credit: NASA/ESA/JPL-Caltech/JHU-APL/IAS

Nell’immagine qui sopra si puo’ vedere il cratere Lyot e una legenda che spiega i risultati delle analisi fatte dalle due sonde: in blu la zona osservata da OMEGA, in rosso le zone piu’ circoscritte osservate da CRISM e con le stelline si e’ voluto evidenziare i depositi sedimentali che si sono trovati! Grazie alla presenza di acqua, l’ipotesi del “momento ideale” per lo sviluppo della vita su Marte lo collocherebbero proprio nel periodo compreso fra il grande impatto nell’emisfero nord del pianeta (che ha generato il piu’ grande cratere del Sistema Solare) e la fuoriuscita dei sedimenti piu’ recenti avvenuti sul pianeta. (Fonte: Jet Propulsion Laboratory)

CONGIUNZIONE DI FINE LUGLIO FRA I PIANETI DEL SISTEMA SOLARE.

Per gli appasionati della fotografia astronomica, ricordo che a meta’ mese di luglio e a fine dello stesso mese, sara’ possibile ossevare in cielo la congiunzione fra i pianeti SATURNO e MARTE (che saranno separati da poco piu’ di un grado il giorno 30 luglio) e poco piu’ sotto, saranno osservabili anche VENERE e MERCURIO (anche se quest’ultimo sara’ molto basso all’orizzonte). Saturno e Marte saranno nella Costellazione Vergine, mentre Venere sara’ sotto la pancia del Leone! Mercurio lo troveremo nel Cancro. Un primo avvicinamento avverra’ il 15 luglio, mentre il massimo della congiunzione sara’ osservabile il 30 luglio.

Il 12 agosto 2010 ci sara’ ulteriore congiunzione come si puo’ vedere dall’immagine qui sotto.

Schema della congiunzione planetaria del 12 agosto 2010

Schema della congiunzione planetaria del 12 agosto 2010

Ricordo, inoltre, che il giorno 11 luglio ci sara’ l’eclissi totale di Sole visibile a sud del Pacifico e che tocchera’ l’Isola di Pasqua. A questo link potete vedere la diretta dell’evento.

La capriola dello SHUTTLE!

Richimandovi al sito AstroWorld, vi invito a leggere (qual’ora ne siate interessati) una splendida spigazione di Luigi Morielli sulla “capriola” (tecnicamente Roll Program ) che gli Shuttle effettuano subito dopo la partenza e l’istante dopo aver superato la rampa di lancio: a questo link.

E a proposito di Shuttle, pare che siano state fissate le date di partenza per le ultime due missioni: la STS 133 navetta Discovery dovrebbe partire il 1° novembre 2010 alle 16.33 ora di Cape Canaveral; mentre la STS 134 navetta Endeavour dovrebbe partire il 26 febbraio 2011 alle 16.19 ora ci Cape Canaveral. Ricordo che la STS 134 vedra’ fra i membri dell’equipaggio il nostro Roberto Vittori.

Space Shuttle Atlantis alla partenze dal 14 maggio 2010 STS 132- Credits: Ben Cooper - Spaceflight Now

Space Shuttle Atlantis alla partenza dal 14 maggio 2010: STS 132 - Credits: Ben Cooper / Spaceflight Now

Dal Cosmo e’ tutto….

Francesca

PARTENZA SOYUZ - LA COMETA McNAUGHT C/2009 R1 - RITORNO DI HAYABUSA - NUBI DI IDROGENO NELLA VIA LATTEA - TITANO

19 Giugno 2010

Nuovi arrivi sulla ISS!!!

Sono partiti il 15 giugno 2010 gli astronauti Douglas H. Wheelock, Fyodor Yurchikhin (il comandante) e Shannon Walker (membri della Expedition 24), che subentrano a Soichi Noguchi, T.J. Creamer e Oleg Kotov sulla ISS. Due giorni dopo il lancio dal Cosmodromo di Baikonur la capsula ha attraccato alla stazione spaziale.

Il lanciodella Soyuz TMA 19 con l'Expedition 24 - copyright Roscosmos

Il lancio della Soyuz TMA 19 con l'Expetidion 24 il giorno 15 giugno 2010 - copyright Roscosmos

Ecco il video della partenza

ed ecco il video dell’attracco alla ISS.

A volte passano.

In questi giorni, “verra’ a trovarci” la cometa McNaught (siglata come C/2009 R1); fino al 25 giugno sara’ possibile vedere la chioma della cometa stagliarsi nel cielo del primo mattino. Nei giorni 15/16 giugno la cometa ha raggiunto il punto di massima vicinanza alla Terra (169 milioni di km) e ora prosegue verso il Sole per giungere al perielio, “circumnavigare” il nostro astro e tornare indietro! Si stima che nei prossimi giorni potrebbe arrivare a una magnitudine di +2, cio’ la renderebbe visibile a occhio nudo in condizioni di cielo libero da nubi e luci artificiali!

Cometa McNaught - Crediti: Rich Richins

Cometa McNaught C/2009 R1 - Crediti: Rich Richins

Tra il 25 e fino al 30 giugno girera’ attorno al Sole e da luglio sara’ un corpo celeste visibile la sera. Intorno al 2 luglio ci sara’ probabilmente il massimo della sua luminosita’, ma la sua vicinanza al Sole ,pero’, la rendera’ poco visibile, tranne che per i fortunati della zona dell’Isola di Pasqua e la Polinesia Francese dove si verifichera’ un’eclissi totale di Sole e quindi la McNaught dara’ il meglio di se. (Fonte: Coelum.com)

Hayabusa: il ritorno del falco!

La capsula sganciata da Hayabusa e precipitata nel deserto di Woomera in Australia -Credits: JAXA

La capsula sganciata da Hayabusa e precipitata nel deserto di Woomera in Australia - Credits: JAXA

La piccola sonda Hayabusa, con il suo (forse) prezioso carico e’ rientrata sulla terra e ha sganciato la capsula contente materiale che dovrebbe aver prelevato dall’asteroide Itokawa. Come gia’ accennato in precedenza in questo blog, e’ doveroso usare il condizionale fino al momento in cui il carico non verra’ prelevato e analizzato dagli specialisti della JAXA (l’Agenzia Spaziale Giapponese). Vi richiamo quindi alla pagina di questo blog a questo link che spiega le vicissitudini della sonda.

La piccola capsula, atterrata in Australia, ha la ridotta dimensione di 40 cm di diametro e i tecnici che l’hanno recuperata, a una prima analisi, ne hanno verificato il “perfetto” stato. Questa prima analisi visiva era fondamentale, in quanto la capsula, benchè dotata di scudo termico, ha viaggiato a 43.000 km/h mentre rientrava nell’atmosfera terrestre.

La capsula dopo l'atterraggio - Credits JAXA

La capsula dopo l'atterraggio - Credits: JAXA

Ora il tutto si trova presso i laboratori della JAXA per analizzarla in un ambiente completamente sterile e incontaminato per non falsare gli esiti degli esami. A questo link potete trovare il video del rientro della capsula e la disintegrazione della sonda Hayabusa che non si e’ riusciti a recuperare come previsto originariamente: questa infatti, secondo i piani, avrebbe dovuto sganciare la capsula e proseguire la sua corsa verso “nuovi orizzonti”, ma il “falco” era troppo malridotto e così la si è lasciata entrare in atmosfera facendole gloriosamente termianre la sua esistenza in una incredibile fiammata da bolide artificiale! (Fonte: AstroWorld)

Nubi di idrogeno nella Via Lattea!

Rappresentazione artistica delle nubi di idrogeno sopra il piano galattico

Rappresentazione artistica delle nubi di idrogeno sopra il piano galattico. Il puntino giallo e' il nostro Sole. - Credits: Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF

Un team di astronomi americani ha cercato di dare un senso alla provenienza e al ruolo delle abbondanti nubi di idrogeno che si annidano nella nostra galassia. Le zone studiate sono poste in due differenti punti della nostra galassia a una distanza compresa fra 400 e 15000 anni luce oltre il piano della Via Lattea e sotto all’alone galatitco. Nell’analisi pero’, e’ stato osservato che una di queste zone era di molto oltre la distanza prevista e si e’ notato che la sua posizione e’ in corrispondenza della barra centrale della nostra spirale (ricordo che la Via Lattea e’ una spirale barrata di tipo b), proprio la dove la barra incontra uno dei bracci della nostra spirale. Questa zona e’ sede di nuove formazioni stellari, quindi sede di venti stellari e di esplosioni di supernova; questo ha spinto via queste nubi di idrogeno, piu’ lontano rispetto alle altre.

Rappresentazione artistica della Via Lattea - Credits: Nick Risinger

Rappresentazione artistica della Via Lattea - Credits: Nick Risinger

L’importanza di queste nubi e’ data dal fatto che provengono dal disco galattico e la loro analisi e comprensione del moto proprio ci aiuta a capire l’evoluzione dell’intera Via Lattea. Gia’ ci sono stime che ci permettono di avere dei dati di partenza: infatti sappiamo che la massa media di queste nubi e’ di circa 700 masse solari; le dimensione sono tendenzialmente variabili, ma la media e’ attono ai 200 anni luce. Queste stime medie sono state ricavate dallo studio di 650 nubi nelle due diverse regioni della Via Lattea. (Fonte: NRAO/NSI/AU)

Titano, l’esotica luna di Saturno dove ci si ciba di metano.

Importanti risultati arrivano dall’analisi dei dati trasmessi a terra dalla sonda Cassini che sta esplorando Saturno con le sue lune da 12 anni. Titano e’ la piu’ importante luna del sistema, grazie anche alla sua atmosfera che circonda il pianeta. Sappiamo ormai che i laghi che si trovano sulla superficie sono composti principalmente di metano.

I laghi di Titano - Credits: NASA

I laghi di Titano. Immagine in falsi colori. - Credits: NASA

Dalla recente analisi dei dati, si pensa di poter anche prendere in considerazione lipotesi di forme di vita basilari che abitano la luna di Saturno e che respirano idrogeno e consumano acetilene. Se l’ipotesi fosse confermata allora possiamo dire che gli alieni esistono, sono diversi da noi e che non sono neanche tanto lontani dalla Terra! :)

Scherzi a parte, tale affermazione potrebbe sembrare un’esagerazione, il fatto e’ che data la composizione del pianeta (abbonadanza di metano), sia l’idrogeno che l’acetilene dovrebbero trovarsi distribuiti uniformemente in tutto il satellite e invece dalle analisi non e’ cosi’! O c’e’ una forte anomalia su Titano che andra’ scoperta e analizzata o “qualcuno/qualcosa” usa queste due sostanze per mantenersi in vita!!! Forme come queste sono state fin’ora ipotizzate, ma una base di verita’ la troviamo nei microrganismi che albergano nelle zone terrestri dove e’ presente il metano. Ricordiamo che su Titano la temperatura e’ di circa -180 °C e quindi l’eventuale presenza di acqua sarebbe soltanto allo stato solido (ma di acqua sulla superficie di Titano pare non essercene).

Titano - Credits: NASA

Titano e l'alone blu dell'atmosfera che lo circonda, molto simile al profilo della nostra Terra! - Credits: NASA

Le analisi che hanno portato a pensare a una forma di vita, sono state determinate dal fatto che l’idrogeno presente nell’alta atmosfera di Titano scompare man mano che ci si avvicina alla superficie del satellite (come se qualcuno lo prendesse una volta giunto a portata di mano)! Uno dei ricercatori che ha portato avanti lo studio dei dati della Cassini, Darrell Strobel della Johns Hopkins University di Baltimora, assolutamente esclude l’ipotesi di “sacche” nel terreno che assorbano l’idrogeno. E’ anche incerta l’ipotesi di un minerale catalizzatore che assorba l’idrogeno e l’acetilene e rilasci metano, questo perche’ si tratterebbe di un minerale nuovo, sconosciuto sulla Terra. Inoltre l’acetilene dovrebbe ricadere sulla superficie del satelite a seguito dell’interazione della luce del Sole con alcune sostanze dell’atmosfera, ma sulla superficie, le tracce di acetilene (cercate con lo strumento a infrarosso montato sulla Cassini) paiono non esserci!!! Ma non e’ tutto: lo spettrometro della Cassini ha rilevato l’assenza di ghiaccio d’acqua sulla superficie di Titano, al contrario ci sarebbe la presenza di benzene e di altro materiale, che sembra essere un composto organico che gli scienziati non sono ancora stati in grado di identificare. Ovviamente in questi casi le spiegazioni scientifiche non biologiche dei fenomeni di Titano vengono prese in cosiderazione per prime, se tutte verranno scartate, si potra’ pensare di prendere in esame la spiegazione biologica che ci permetterebbe di capire alcune dinamiche dalla vita ai suoi primordi.

Titano vista dall'alto - Credits NASA

Titano: fiumi sulla superficie - Credits: NASA

Gli esperti pensano che quello che sta capitando su Titano (se mai sia imputabile a microrganismi a base metano), non sia poi tanto diverso da quello che successe alla neonata Terra, quando gli unici ad abitare questo desolato pianeta erano organismi unicellulari che si comportavano, biologicamente parlando, in modo molto diverso dalla vita che ora domina questo pianeta. (Fonte: JPL/NASA)

Dal Cosmo e’ tutto………

Francesca

NUOVA TEORIA SUI GETTI GALATTICI - ISS - L’ACQUA MARZIANA

13 Giugno 2010

L’emissione dei getti galattici sembra associata al verso della rotazione del buco nero!!!

Astrofisici del California Institute of Technology hanno elaborato una nuova teoria che potrebbe determinare la relazione fra i potenti getti di materia dei buchi neri supermassicci ospitati in alcune galassie e la rotazione della zona centrale dove alloggiano i buchi neri stessi.

M 87 (o NGC 4486) ben in evidenza il getto di materia di questa galassia

M 87 (o NGC 4486 o Virgo A) ben in evidenza il getto di materia di questa galassia che parte dal nucleo e si estende per 5000 anni luce! Il nucleo centrale e' un potente emettitore di raggi gamma, X e radio ed e' anche noto come sorgente 3C 274.

La nuova ricerca, metterebbe in “luce”  come nuclei contenenti buchi neri con moto retrogrado rispetto al disco di accrescimento, formino getti molto più potenti ed estesi (come quello di M 87 nella foto qui sopra). “E’ ormai chiaro che cio’ che accade nel centro della galassia, si ripercuote sul resto della galassia stessa” come ha detto David Garofalo del Jet Propulsion Laboratory / NASA di Pasadena.

Quello che e’ stato definito lo spin paradigma (il paradigma della rotazione) nella zona centrale, pare ora essere messo in discussione. Per molto tempo si e’ infatti associato i getti piu’ potenti a una piu’ rapida rotazione prograda del disco di accrescimento che alimenta il buco nero, ora pare che questo fenomeno dei getti (o non getti) presenti nel centro di una galassia sia determinato dalla rotazione inversa delle due zone a diretto contatto. La ricerca ha in oltre dimostrato che le galassie piu’ lontane (quindi non solo nello spazio, ma anche nel tempo) hanno piu’ sovente un moto retrogrado, mentre le piu’ vicine hanno un moto progrado, quindi pare che nell’evoluzione dei sistemi galattici, buconero e disco di accrescimento tendano a “sincronizzarsi”; questo spiegherebbe perche’ alcune galassie hanno getti potenti e altre galassie, fisicamente uguali ma dotate di moto progrado, ne siano prive o dotate solo debolmente.

Immagine ad alta risoluzione catturata dal telescopio Spitzer ne 2008

Immagine ad alta risoluzione catturata dal telescopio Spitzer nel 2008 che mette in evidenza i getti che fuoriescono dai nuclei di queste due galassie - copyright degli aventi diritto

Come e’ noto, i getti di materia si generano nei dischi di accrescimento; dalla nuova ricerca sembra emergere che c’e’ piu’ spazio fra il buco nero e il disco di accrescimento proprio nei sistemi retrogradi. Questo maggiore spazio genera potenti campi magnetici che sono la base di questi getti (teoria nota come congettura di Reynolds). Questi getti hanno un ruolo fondamentale anche nell’interazione con le galassie vicine: essi possono infatti avvicinarsi o raggiungere altre galassie e innescare la nascita di nuove stelle (o rallentarla) determinandone cosi’ un nuovo corso. (Fonte: JPL/NASA)

Una nuova crew sulla ISS: TMA 19- Expedition 24.

Il 16 giugno 2010 partira’ la navetta Soyuz dal Baikonur Cosmodrome in Kazakhstan con a bordo i 3 astronauti che andranno a unirsi ai 3 rimasti sulla ISS.

Il gruppo della Expedition 24 durante le fasi di preparazione - copyright degli aventi diritto

Il gruppo della Expedition 24 durante le fasi di preparazione. Da sinistra verso destra abbiamo: Douglas H. Wheelock, Fyodor Yurchikhin (il comandante) e Shannon Walker - copyright degli aventi diritto

Per chi volesse seguire alcune fasi della preparazione e le foto postate dall’astronauta Douglas Wheelock puo’ iscriversi al suo account twitter con la speranza che una volta sulla ISS, possa e voglia postare immagini bellissime come quelle che postava Soichi Noguchi quando era a bordo della stazione spaziale.

Spirit scopre tracce d’acqua nel passato di Marte.

Era la fine del 2005 quando Spirit fotografava una piccola zona denominanta Comanche; quattro anni dopo i responsabili dell’analisi di quelle foto hanno dato un responso confortante e sorprendente su quanto rilevato nella foto catturata dal rover!

Marte Comanche - Ecco la zona fotografata da Spirit nel 2004

Marte / Comanche - Ecco la zona fotografata da Spirit nel 2005. L'immagine presenta dei colori falsati per evidenziare alcune parti con particolari sedimenti nel terreno - Credits NASA

Questo apparentemente, anonimo affioramento roccioso, racchiude in se una delle conferme piu’ attese relative all’esplorazione del pianeta rosso: la presenza di acqua. In questa foto e’ stato messo in evidenza una buona presenza di carbonato ( CO32-), questo composto chimico si ha in presenza un ambiente umido e chimicamente neutro, ma se ne perdono le tracce in presenza di un ambiente acido. Questo rafforza l’ipotesi che su Marte, in un lontano passato, si sarebbero potute sviluppare le condizioni per ospitare la vita. Comanche e’ pero’ fino a ora una situazione particolare anche per Marte. Fin’ora una concetrazione cosi’ alta di carbonato non si era ancora osservata, ma al contrario c’erano state evidenti conferme di zone con sedimenti acidi non adatte a un possibile sviluppo della vita! (Fonte: NASA/JPL-Caltech/Cornell University)

Ultima, ma non ultima, ecco una foto postatami da Paolo Campaner del pianeta Giove senza la SEB - South Equatorial Belt.

Giove fotografato l8 giugno 2010 alle ore 5:03 am, in cui si nota lassenza della SEB - Caratteristiche tecniche: telescopio Newton diametro 200mm - webcam DMK41

Giove fotografato l'8 giugno 2010 alle ore 5:03 am, in cui si nota l'assenza della SEB - Caratteristiche tecniche: telescopio Newton diametro 200mm - webcam DMK41

In questo periodo i pianeti Giove e Urano sembrano vicini in cielo. L’8 giugno c’è stata una prima congiunzione alle 3.30 am con soli 27′ di distanza apparente nella volta celeste!

Dal Cosmo e’ tutto………

Fracnesca

RIENTRO DELL’ATLANTIS - NEO 2010KQ - CANNIBALISMO STELLARE - LASCIANDO LA ISS

2 Giugno 2010

QUANDO UN CAVALLO PUROSANGUE SI RITIRA DALLE CORSE.

26 maggio 2010 atterraggio sello Shuttle Atlantis la KSC - Credits: Stephen Clark-Spaceflight Now

26 maggio 2010 atterraggio dello Shuttle Atlantis la KSC - Credits: Stephen Clark-Spaceflight Now

Il 26 maggio 2010 la navetta Atlantis ha fatto il suo ultimo touch-down sulla pista 33 del KSC in Florida. Dopo quasi 12 giorni di permanenza nello spazio, la navetta ha toccato terra alle 8.48 ora locale con un Sole “appena svegliato” a illuminare il suo ultimo atterraggio.

Il momento del touch-down il 26 maggio - Credits NASA

Il momento del touch-down il 26 maggio 2010 - Credits NASA

Il comandante Kenneth Ham e la crew della STS 132 hanno riportato a terra una navetta che concludeva il suo 32° volo, dopo una carrirera lunga 25 anni. Il primo volo fu il 3 ottobre 1985 con la missione STS 51J, con 5 membri dell’equipaggio a bordo; era una missione militare per il Dipartimento della Difesa statunitense. Durò appena 4 giorni e 2 ore (quasi….).

Atolantis sulla pista 33 del KSC il 26 maggio in attesa di esser eportato all'OPF - Credits: Justin Ray Sapceflight Now

Atlantis sulla pista 33 del KSC il 26 maggio in attesa di essere portato all'OPF - Credits: Justine Ray/Spaceflight Now

Atlantis era il 4° Shuttle costruito dalla NASA; questo permise ai tecnici di perfezionare l’orbiter e farlo persare (al momento della partenza) addirittura 3 tonnellate in meno rispetto allo sfortunato Columbia, che effettuò il primo fra tutti i voli degli Shuttle. Con questa navetta sono stati lanciati 14 satelliti, 7 attracchi alla MIR (la “fu” stazione orbitante russa ora precipitata a terra dopo averla resa non operativa), piu’ di 10 attracchi alla ISS, non che un’importante visita di riparazione dal Telescopio Spaziale Hubble.

STS 132 Atlantis dopo latterraggio - Credits: Stephen Clark/Spaceflight Now

STS 132 Atlantis dopo l'atterraggio - Credits: Stephen Clark/Spaceflight Now

La navetta ha macinato circa 190 milioni di km, ha effettuato un totale di quasi 4500 orbite attorno alla Terra, per un attivo di circa 300 giorni nello spazio. E’ stata pilotata, usata e abitata da 191 astronauti. Ora l’orbiter e’ stato portato all’OPF, per prepararlo per un eventuale lancio su necessita’, mettendolo a disposizione dell’ultima missione Shuttle, quella dell’Endeavour. “Pettegolezzi fra navette” dicono che si potrebbe pensare a un STS 135, dato che tutto pare essere tecnicamente pronto per un ultimo volo che non sia un lounch-on-need!

STS 132 Atolantis THE LAST TOUCH-DPWN- Credits NASA

STS 132 Atlantis THE LAST TOUCH-DOWN- Credits NASA

Per chi volesse rivivere l’ultimo atterraggio della navetta Atlantis, puo’ collegarsi a questo link. Resta da vedere se le vocine di corridoio su una possibile STS 135 sono campate per aria o sono la base per qualcosa che si vuole realmente fare. Un’interessante discussione la potete trovare al sito AstroWorld a questo link. Oppure a questo link di Spaceflight Now (testo in inglese). Ma questo sara’ un argomento che ci riguardera’ solo nel 2011. Ora, mentre scrivo, mancano poco piu’ di 130 giorni alla partenza della STS 133 navetta Discovery…..meglio concentrarsi su cio’ di cui si e’ piu’ certi…..e……

…….GOD BLESS ATLANTIS e grazie di tutte le emozioni che hai dato a chi ti ha guardato, a chi ti ha “abitato” e a chi ti ha “coccolato” prima e dopo le missioni!

(Fonti: AstroWorld/Spaceflight Now/NASA)

R.I.P. best space flying machine ATLANTIS!!!! - Credits NASA

R.I.P. best space flying machine ATLANTIS!!!! - Credits NASA

SCUSI, MA LEI COS’E???

Rappresentazione artisitca di un asteroide in passaggi omolto ravvicinata alla Terra - Copyright degli aventi diritto

Rappresentazione artisitca di un asteroide in passaggio molto ravvicinato alla Terra - Copyright degli aventi diritto

E’ stato denominato asteroide 2010 KQ ed e’ un oggetto molto piccolo. Il 21 maggio e’ passato rasente l’orbita della Luna. La sua magnitudine e’ di 28,9 e le sue dimensioni sono state calcolate in qualche metro. E’ stato scoperto solo cinque giorni prima del suo passaggio ravvcinato alla Terra e la cosa buffa e’ che gli studiosi non sono del tutto sicuri che sia un asteroide nel senso classico del termine! Dalle analisi fatte, ha caratteristiche che non possono essere associate a nessun altro asteroide fin’ora osservato. E’ stata fatta l’ipotesi che il “nostro” 2010KQ possa anche essere un pezzo di un qualche razzo, che dopo aver depositato in orbita il satellite che gli era stato “affidato”, abbia proseguito per la sua strada, fino a ritornare al pianeta da dove era partito.

Traiettoria dellasteroide 2010 KQ - credit: NASA/JPL

Traiettoria dell'asteroide 2010 KQ - credit: NASA/JPL

Qualunque sia la sua natura, e’ stato comunque verificato che al prossimo passaggio ravvicinato, nel 2036 (circa), se mai dovesse entrare in rotta di collisione con il nostro pianeta (probabilita’ calcolata nell’ordine del 6%), le sue dimensioni lo porteranno a bruciare nell’alta atmosfera; non e’ quindi un oggetto potenzialmente pericoloso per noi. (Fonte: JPL.California Institute of Technology)

LA LENTA AGONIA DI WASP-12b.

Rappresentazione artistica di WASP-12b

Rappresentazione artistica di WASP-12b

L’immenso telescopio spaziale Hubble osserva una stella che si mangia il suo pianeta! E’ successo nella costellazione dell’Auriga, la responsabile dello “smembramento” e’ una nana gialla chiamata WASP-12, a 600 anni luce da noi e il malcapitato e’ un pianeta simile a Giove, ma con 40 volte la massa del nostro gigante gassoso. Il pianeta ha superato il limite di Roche e ora non puo’ piu’ tonare indietro (neanche se ne fosse in grado!!!!!); la stella madre lo sta fagocitando e ha cominciato a smembrarlo dalle parti piu’ esterne; pare che sara’ uno spuntino lungo, visto che se i ritmi restano questi, la stella impieghera’ qualche milionata d’anni prima di papparselo definitivamente. In questo momento il pianeta e’ cosi’ vicino alla sua stella da avere una temperatura superficiale di 2800° F. L’osservazione e’ stata possibile grazie alla nuvola di polveri e gas che lascia costantemente il pianeta, a causa dell’intensa interazione mareale provocata dalla stella madre. Grazie alla sesibilita’ della telecamera COS a bordo di Hubble, si sono potute analizzare le righe di assorbimento nello spettro del pianeta in transito davanti alla sua stella e si sono rilevate le tracce di alluminio, stagno e manganese. (COS lavora nella banda dell’ultravioletto). (Fonte: hubblesite.org)

ARRIVEDERCI ISS.

Lastronauta Soichi Noguchi prima di lasciare la ISS ed entrare nel modulo che lo riportera a terra

L'astronauta Soichi Noguchi prima di lasciare la ISS ed entrare nel modulo che lo riportera' a terra - Copyright degli aventi diritto

Ritornano a terra 3 dei 6 membri della ISS. L’atterraggio e’ avvenuto il mattino del 2 giugno 2010 nelle pianure del Kazakhstan. I tre astronauti che hanno lasciato lo spazio dopo 6 mesi di permanenza sono: il giapponese Soichi Noguchi, l’americano T.J. Creamer e il russo Oleg Kotov. Quest’ultimo era anche il comandante della ISS, comando che ora e’ passato ad Alexander Skvortsov. Ora i tre astronauti rimasti in orbita attendono l’arrivo di altri tre nuovi membri per la ISS, che saliranno il 15 giugno 2010. Per chi volesse vedere un sunto in pochi minuti del distacco dalla ISS, l’atterraggio e il recupero degli astronauti dalla capsula rientrati questa mattina 2 giugno, puo’ clikkare a questo link. Per coloro che volessero sempre sapere dove si trova a Stazione Spaziale, consiglio di visualizzare questa mappa sempre aggiornata in tempo reale. (Fonte: AstroWorld/NASA)

La Soyuz nellistante in cui tocca terra - copyright degli aventi diritto

La Soyuz nell'istante in cui tocca terra - copyright degli aventi diritto

Dal Cosmo e’ tutto…………

Francesca

GIOVE IL PIANETA BURLONE-NASCITA DELLE STELLE BINARIE-STS 132- ADDIO PHOENIX

25 Maggio 2010

Giove si rifà il trucco!

Giove e il suo satellite Ganimede

Giove e il suo satellite Ganimede

Il Signore Dei Pianeti, opta per un restyling a sorpresa e mentre se ne stava occultato dietro al Sole cambia pelle!!!! Al di la’ delle battute, il nostro Giove ha realmente cambiato estetica, perdendo una fascia (le bande colorate di marrone che si notano sul pianeta, anche con uno strumento amatoriale). Nei pochi mesi di occultamento del pianeta dietro al Sole, la fascia meridionale e’ scomparsa. Tecnicamente definata come SEB (South Equatorial Belt - la fascia dove si trova la Grande Macchia Rossa di Giove), la fascia e’ un insieme di sostanze gassose; la superficie del pianeta e’ composta principalemente da idrogeno molecolare (H2), poi vi e’ l’elio e infine, tracce di metano, vapore acqueo, neon e acido solforico. Non e’ del tutto chiara la dinamica dell’evento, ma non e’ raro: il pianeta “perse” gia’ in altre occasioni le fascie e dopo alcune settimane ricomparvero. La ricomparsa appare prima lentamente con un cambio di colore tenue in un punto ben preciso, fino a vederlo gradatamente sempre piu’ scuro.

Giove e la SEB scomparsa

Giove e la SEB scomparsa - Credits NASA

Da dove provenga questo nuovo materiale, lo si puo’ solo ipotizzare, ma con buona probabilita’ si tratta di elementi gassosi, presenti nella bassa atmosfera di Giove. Il punto di “fuoriuscita” del materiale e’ solitamente uno; i forti venti che scuotono la parte esterna del pianeta si “occupano” di redistribuire il nuovo materiale uscito, formando una fascia nuova di zecca!! Attualmente, alle nostre latitudini, e’ possibile osservare Giove molto basso all’alba!  (Fonte: Coelum Astronomia)

Come determinare i parti gemellari nelle stelle: il telescopio Spitzer ci mette la lente!

Protostelle binarie in formazione - Credits: NASA

Protostelle binarie in formazione svelate da Spitzer - Credits: NASA

C’e’ sempre stato il forte sospetto che il Sole fosse un po’ speciale….sapere che la maggior parte delle stelle ha una binaria con il quale condividere la propria vita e’ da qualche anno una certezza, da cio’ si puo’ dedurre che la nostra stella e’ un “cuore” solitario! Il Telescopio Spitzer (che lavora nella banda dell’infrarosso) ha messo gli occhi su alcuni globuli di Bok che celano al loro interno protostelle in avanzata fase di formazione. La domanda che resta aperta e’: le stelle binarie si formano ognuna nel suo globulo o da due parti distinte dello stesso “uovo”??? Ora come ora, si ipotizza che le binarie che hanno una certa distanza nascano in due differenti aree, mentre per le binarie strette ci sia la totale condivisione dell’incubatrice. Questo secondo meccanismo di nascita resta ancora abbastanza indeterminato. Spitzer, lavorando nell’infrarosso, ha bypassato la nube molecolare che nasconde le protostelle nel visibile e ci ha svelato nuovi oggetti nell’atto in cui il materiale che forma una stella, va a cadere nel disco di acrescimento della stessa. Questo permette di formulare ipotesi sul loro meccanismo di formazione.

Alcuni esempi di globuli di Bok sonoi queste nubi oscure in IC2944 - Credits: NASA/HUBBLE

Alcuni esempi perfetti di globuli di Bok (le nubi nere) li potete osservare in questa foto che ritrae l'oggetto IC2944 - Credits: NASA/HUBBLE

Sono stati presi in esame 20 oggetti, la maggior parte di loro (ben 17) presentavano un involucro di formazione (blob) dalla forma altamente irregolare e per nulla sferica. Solo tre di loro avevano una forma approssimativamente tonda. Questa assimetria permetterebbe una differente distibuzione del materiale a disposizione per la formazione di nuove stelle. Le simulazioni al computer fatte fino a ora, mostrano che la forma irregolare delle “sacche” dove si formano queste stelle, possono dare vita a stelle gemelle. Il materiale che cade verso l’interno dovrebbe essere concentrato in “ciuffi”, non equamente ripartiti, e questo potrebbe essere il motivo della formazione di due stelle anziche’ una solitaria come il nostro Sole!! L’osservazione effettuata dal team di Spitzer, avvalora l’ipotesi che sacche dalla forma irregolare, portino inequivocabilmente alla nascita di stelle gemelle. Data l’importante scoperta, sono gia’ stati allertati i radio telescopi, al fine di capire con quale velocita’ il materiale ricade nei dischi protostellari. (Fonte: spitzer.caltech.edu/news)

STS 132 le ultime ore di permanenza nello spazio per Atlantis!

STS 132 navetta Atlantis dopo lo sganciamento dalla Stazione Spaziale - Credits: NASA

STS 132 navetta Atlantis dopo lo sganciamento dalla Stazione Spaziale - Credits: NASA

La missione della navetta Atlantis e’ ormai giunta al termine….termine che coincide con l’ultima missione per la carriera di questo Shuttle!  Fra le mansioni svolte durante la sua “vita da orbiter” (che incomincio’ nel lontano 1985), ci sono state:  le messe in orbita delle sonde Galileo e Magellano, il trasporto in orbita di Compton Gamma Ray Obesrvatory; diverse missioni verso la stazione spaziale MIR (di fabbricazione russa); ha attivamente contribuito all’assemblaggio della ISS; in oltre e’ la navetta della missione STS 125 diretta al Telescopio Spaziale Hubble, volo che ha permesso al telescopio di essere operativo per molto tempo e di continuare a esserlo in attesa dell’arrivo in orbita del suo “sostituto” Webb Telescope ipotizzata per il 2014…..

STS 132

STS 132- buffissima questa immagine dei due stronauti Micheal Good (a sinistra) e Garrett Reisman durante una delle 3 EVA previste per questa missione. Dalla foto si possono cogliere alcune parti della plancia della navetta - Credits: NASA

Una piccola chicca riguardante questa missione STS 132: ecco a questo link la Rendezvous Pitch Maneuver dell’Atlantis; e’ la manova in cui le navette Shuttle mostrano “tutte se stesse”, nel vero senso della parola, compiendo una “capriola” in modo da mostrare agli abitanti della ISS lo scudo termico della navetta ed eventuali danneggiamenti dello stesso. Durante la manovra vengono effettuate foto da parte dell’equipaggio della ISS che verranno spedite a terra, queste saranno analizzate insieme ai filmanti della partenza e all’analisi delle telecamere poste sui bracci meccanici della navetta che effettueranno un ulteriore check-up dello scudo termico; solo dopo questo controllo si ha l’OK dalla base per il rientro. Nel caso di danneggiamenti, se di lieve entita’ si puo’ prevedere una EVA (passeggiata in esterna) per rimediare al danno. Se il danno e’ troppo consistente si dara’ il via a un lounch-on-need (lancio su necessita’ di cui abbiamo parlato la volta scorsa), inviando verso la ISS un secondo orbiter.

STS 132 lAtlantis 50 minuti prima di agganciarsi alla ISS - copyright degli aventi diritti

STS 132 l'Atlantis 50 minuti prima di agganciarsi alla ISS sullo sfondo il Sole - copyright degli aventi diritti

La navetta dovrebbe rientrare alle 14.48 ora italiana, salvo ritardi per mal tempo. Mettero’ il link per la differita dell’atterraggio come sempre, ma chi volesse provare a seguirlo in diretta, puo’ collegarsi al sito di Spaceflight Now dove potrebbe trovare la diretta o certamente collegandosi al sito della NASA tv. (Fonte: NASA)

……e ti telefono Phoenix (parte seconda).

“Data astrale” 17 maggio 2010, la sonda Mars Odyssey effettua la prima di una serie di chiamate dirette al rover Phoenix nell’emisfero nord del pianeta rosso……………ma il rover non ha dato segni di vita! “Data astrale” 21 maggio 2010, la sonda Mars Odyssey effettua le ultime chiamate verso il rover Phoenix………….nulla! Il rover non ha risposto!! E’ morta la Phoenix, viva la Phoenix: il rover ha comunque superato di ben 61 giorni marziani il suo status di attivita’ (i giorni marziani sono chiamati Sol e hanno una durata di 24 ore, 37 minuti, 22.663 secondi, quindi e’ di poco differente dal giorno terrestre) . Buon riposo piccolo rover…del tutto meritato  (Fonte: AstroWorld)

VENERE - HERSCHEL e PLANCK - ATLANTIS STS 132 - M82 - PHOENIX - FUTURE MISSIONI NASA

15 Maggio 2010
Un immagine di Venere

Un immagine di Venere

Giu’ la maschera, Venere!

La sonda Venus Express, attraverso lo strumento di origine italiana VIRTIS, e’ riuscita a bucare la spessa coltre di nubi del pianeta e a mostrare (attraverso una ricostruzione 3D in falsi colori) una recente attivita’ vulcanica presso lo Idunn Mons, nella regione Imdr Regio. La zona osservata ha un’estensione di 200 km. A questo link potete trovare il filmato che ricostruisce l’osservazione fatta da Virtis/Venus Express. Queste scoperte ci aiutano a capire che non solo la Terra e’ un corpo attivo; in questo caso, Venere, ci ha mostrato un’attivita’ vulcanica, che come sulla Terra, modifica il territorio dopo una colata. Si ipotizza la presenza di altri e attivi vulcani sul pianeta.  (Fonte: ESA/IASF di Roma)

Maggio 2009 il momento del lancio di Herschel e Planck

Maggio 2009 il momento del lancio di Herschel e Planck portati in orbita dall'Ariane 5- Credits: ESA

Buon Compleanno Herschel e Planck: INSIEME DA 1 ANNO NELLO SPAZIO!! Lanciati esattamente un anno fa dallo stesso vettore Ariane 5 (NOTIZIE DAL COSMO si occupo’ del lancio, vai questo link), i due satelliti stanno contribuendo attivamente alla conoscenza del cosmo, mostrando immagini davvero sorprendenti. I due “Cip e Ciop” dello spazio hanno mansioni differenti, nonstante abbiano fatto insieme tutti i passi di avvicinamento alla loro attuale location. Herschel si occupa di osservare il Cosmo nella banda dell’infrarosso (ragion per cui la sua posizione e’ molto lontano dalla Terra: per essere disturbato il meno possibile dal calore del Sole! Tecnicamente si chiama punto L2). Una sua recente scoperta ci ha mostrato una giovanissima stella nella sua fase di formazione!

La neonata stella RCW 120 pizzicata da Herschel - Credits: ESA/PACS/SPIRE/HOBYS Consortia

La neonata stella RCW 120 pizzicata da Herschel nei suoi primi vagiti - Credits: ESA/PACS/SPIRE/HOBYS Consortia

Il satellite Planck invece, si occupa di osservare il cosmo nella banda radio, ottendendo misurazioni sulla radiazione cosmica di fondo, studio degli ammassi di galassie e il mezzo interstellare della nostra Via Lattea. Anche Planck si trova nel punto L2 per lo stesso motivo di Herschel. (Fonte: www.esa.int/esaMI/Venus_Express)

Ecco il cantiere stellare M 42 (Nebulosa di Orione) vista con gli ochci di Planck - Credits ESA

Ecco il cantiere stellare M 42 (Nebulosa di Orione) vista con gli occhi di Planck. Si scorgono nuove stelle (bianche e luminose), assolutamente invisibili all'occhio umano Credits ESA

MISSIONE STS-132: ATLANTIS LIFTOFF!!!! Perfetta e puntuale la partenza dello Shuttle Atlantis avvenuta in 14 maggio 2010.

STS 132 Atlantis qualche ora prima della partenza del 14 maggio 2010 - Stephen Clark/Spaceflight Now

STS 132 Atlantis qualche ora prima della partenza del 14 maggio 2010 - Stephen Clark/Spaceflight Now

Agli astronauti spettano ora 12 giorni nello spazio, il ritorno e’ infatti previsto per il 26 maggio. Buon lavoro ragazzi!!!! Per chi fosse curioso di sapere come fanno gli astronauti a prendere posto nella navetta consiglio questo breve, ma illuminante, video della crew dell’Atlantis mentre prendeva posizione ieri. Per chi vuole rivedere la partenza collegatevi a  questo link! Ho trovato anche un video NASA della telecamera agganciata al SRB di sinistra, dura 32 minuti, ma potete capire visivamente cosa succede a questi due razzi laterali, dal momento del lancio al loro tuffo in mare dopo la ricaduta!!! A questo link!! (Fonte: NASA)

STS 132 Atlantis il momento preciso del liftoff del 14 maggio 2010 - credits Ben Cooper/Spaceflight Now

STS 132 Atlantis il momento preciso del liftoff del 14 maggio 2010 - credits Ben Cooper/Spaceflight Now

Girotondo di buchi neri in M82.

Il telescopio spaziale Chandra scova un doppio buco nero nella galassia M82! Questa galassia attiva, davvero molto peculiare, si trova nella costellazione dell’Orsa Maggiore a 11,5 milioni di anni luce dalla Terra. Abbiamo gia’ parlato di M82 nel capitolo LA SUPERNOVA SILENZIOSA. Ora Chandra ci “illumina” su un altro aspetto di questa “irrequieta” galassia: al suo interno sono state identificate due distinte sorgenti a raggi X (la banda X e’ quella dove lavora il Telescopio Chandra) molto vicine al centro della galassia. Le forti emissioni a raggi X sono la prima traccia da seguire se si vuole stanare un buco nero!  Entrambi i buchi neri trovati in M 82 non sono collocati nel centro perfetto della galassia (gia’ occupato da un altro “bestione” che fa ruotare tutto il sistema M 82), ma si trovano rispettivamente a 290 anni luce il piu’ vicino e a 600 anni luce il piu’ lontano. Per il piu’ vicino (X42.3+59) si e’ stimato una massa compresa fra le 12.000 e le 43.000 volte il nostro Sole; per il piu’ lontano (X41.4+60) la massa pare compresa fra le 200 e le 800 volte la massa del Sole. L’origine di questi buchi neri esterni al centro della galassia e’ difficile da determinare, la si puo’ solo supporre. Precedenti osservazioni di questa regione di M82 hanno evidenziato dei brillamenti relativi al buco nero piu’ vicino. Improvvisi aumenti di luminosita’ per una durata di 3 mesi e poi l’affievolirsi della stessa; l’ipotesi piu’ accreditata e’ che l’ammasso stellare MGG11, che si trova proprio in quella zona, abbia cominciato a collassare su se stesso, arrivando poi a “fabbricare” un buco nero. La relativa vicinanza di M 82 alla Via Lattea, ci permette di condurre studi approfonditi sulle galassie attive come questa e di venire a capo di questi nuclei estremamente dinamici e i loro meccanismi di attivita’, anche grazie all’interazione con gli elementi piu’ vicini al centro. (Fonte: chandra.harvard.edu)

Nel riquadro la foto scattata dal telescopio Chandra al cuore della galassia M82. Il resto dell'immagine e composta da

Nel riquadro, la foto scattata dal telescopio Chandra al cuore della galassia M82 dove alloggiano i due buchi neri. Il resto dell'immagine e' composta dalla sovrapposizione di riprese fatte dal Telescopio Spitzer (rosso), Hubble (arancione) e ancora Chandra (blu) a tutta la galassia M82- Credits: NASA / ESA

….e ti telefono Phoenix (parte 1).

Intorno alla meta’ di maggio 2010 si e’ fatto un ultimo disperato tentativo contattare il rover Phoenix che si trova arenato fra i ghiacci di Marte in un silenzio di tomba!!! Mars Odyssey ha fatto la sua chiamta, Phoenix avra’ risposto? Si attende l’esito in un silenzioso stand-by…phoenixiano!!!!!

Rappresentazione 3D del rover Phoenix

Rappresentazione 3D del rover Phoenix

Io rinascerò Atlantis a primavera!

Chi ha detto che i desideri non si avverano? Proprio mentre l’Atlantis effettua il suo (apparentemente) ultimo volo, lo staff menager della NASA estrae dal cilindro un coniglietto bianco (….e nero) di nome ……..ATLANTIS!!!! Ecco cosa succede: ogni missione ha la sua “navetta di appoggio”, nel caso lo Shuttle già in orbita fosse impossibilitato a rientrare; c’e’ sempre, quindi, un equipaggio e un secondo Shuttle a disposizione per fare la spola (launch-on-need= lancio su necessita’; procedura di sicurezza attuata dopo la tragedia del Columbia nel 2003).  E’ cosi’ che ci sarebbero gia’ le condizioni per un eventuale missione in piu’ rispetto alle 2 gia’ in “cantiere”! L’ipotesi, fin’ora solo sulla carta, potrebbe essere presa in considerazione dagli alti papaveri dell’agenzia spaziale americana se si cominciasse a fare una pianificazione del volo e il Congresso stanziasse i fondi! Di fatto un terzo ET (external tank), il carburante e i booster sarebbero gia’ a disposizione, nonche’ un equipaggio; volendo anche il carico potrebbe essere pronto: la ISS va continuamente rifornita di attrezzatura scientifica per gli esperimenti, cibo e altri generi di prima necessita’ per gli atronauti che abitano permanentemente la stazione spaziale, nonche’ si potrebbe avere da qui a un anno la necessita’ di portare in obita nuovi moduli utili alla ISS. Sta di fatto che al rientro dalla STS 132, l’Atlantis verra’ portato all’OPF per i controlli post-volo e verra’ preparato per il launch-on-need; sempre con la speranza che non serva un lancio di necessita’, Atlantis in questo caso, sarebbe pronto per un ulteriore volo: STS 135. Questa e’ un’ipotesi, ma………….! (Fonte: SpaceflightNow)

STS 132 Atlantis durante il rollover - credits Stephen Clark/Spaceflight Now

STS 132 Atlantis durante il rollover - credits Stephen Clark/Spaceflight Now

Dal Cosmo e’ tutto……..

Francesca