NEBULOSA WESTBROOK
La Nebulosa Westbrook è stata in questo periodo oggetto di studio per le polveri che vengono espulse dalla sua superficie! Questa nebulosa potrebbe rappresentare lo scenario più probabile per il nostro Sole, quando anche lui si avvierà verso la fine della sua esistenza.
In questi giorni è stata resa nota l’analisi fatta sul materiale eiettato dalla stella ormani in fase agonizzante che sta generando questa futura nebulosa planetaria. I getti ben visibili nella foto presa dal grande Telescopio Hubble, mettono in evidenza la potenza di espulsione della materia in questa fase finale della vita di una stella.
Stelle che si stanno avviando alla fase di Nebulose Planetaria, ne sono state censite solo un centinaio in tutta la Via Lattea, questo perchè la loro presenza è difficile da rilevare in questa fase. Nonostante le difficoltà, è importante studiarle, perchè è in questa fase di passaggio che si possono comprendere i meccanismi di evoluzione della vita di un astro. Gli scienziati ricorrono a tutti i mezzi che la tecnologia scientifica mette loro a disposizione, per poter estrapolare immagini come queste (che sono una serie di composizioni a diverse lunghezze d’onda di esposizione).
Da un’immagine come quella qui sopra, è possibile capire di cosa è fatto quel materiale che la stella espelle con tanta violenza. Prima di tutto bisogna dire che l’immagine catturata è nella banda dell’infrarosso, quindi la maggior parte di quello che si vede nella foto, all’occhio umano sarebbe invisibile, la rielaborazione dell’immagini è quindi d’obbligo! Attraverso la telecamera WFPC2, montata su Hubble, sono state riprese 4 foto con i 4 diversi filtri per 9 minuti ogni filtro. Ad esempio, la colorazione rossa è stata data all’azoto ionizzato.
Quello che si è potuto analizzare è stato che la materia espulsa è prevalentemente formata da monossido di carbonio e acido cianidrico.
Come è ben visibile dalle due Nebulose proto-Planetarie delle foto, i getti sono eiettati uno in opposizione all’altro; è stato rilevato che l’espulsione della materia avviane dai poli stellari. Parlando della Nebulosa Westbrook, è stato calcolato che i getti di materia hanno viaggiato alla velocità di 700.000 km/sec. Questa fase di proto-Planetaria si pensa possa durare dai 200 ai 1000 anni. In termini astronomici, quindi, si parla di un tempo relativamente molto breve!
Tuttavia la Westbrook, sta dando del filo da torcere a chi studia l’evoluzione di questi oggetti da giganti rosse a nebulose planetarie!!! Inizialmente (basandosi solo sulle nebulose planetarie già formate) si diede per sonatato che l’espulsione della materia fosse simmetrica! Questa stella ci sta dimostrando che non è così! O almeno non per tutte le Nebulose proto-Planetarie. Quello che si può capire dalla Westbrook, è che potenti meccanismi sono al lavoro sulla superficie e a dare manforte a questo comportamento potrebbe esserci lo zampino del campo mangnetico della stella morente. (Fonte: spacetelescope.org)
L’ultimo distacco dalla ISS.
Quest’oggi alle 13.00 ora italiana, la Discovery ha “levato le ancore” dalla Stazione Spaziale….il suo ultimo flyaround attorno alla ISS, per poi preparasi al rientro di mercoledì 9 marzo 2011 alle 11.57 ora del KSC. E’ stato dato da poco il GO per qualto riguarda il tempo.
Qui una foto delt proprio sopra l’Italia.
Inoltre, questa mattina la crew della Discovery ha avuto un risveglio abbastanza particolare! Molti ricorderanno l’intro della serie classica di Star Trek, con la voce di William Shatner (il Capitano Kirk) che recitava la famosa frase “SPAZIO! ULTIMA FRONTIERA!” Ovviamente in inglese!!!
Bene…questa mattina la crew della STS 133 ha avuto un risveglio analogo: William Shatner, con il sottofondo della sigla di apertura della serie classica di Star Trek, ha recitato queste parole: “Space, the final frontier. These have been the voyages of the Space Shuttle Discovery. Her 30 year mission: To seek out new science. To build new outposts. To bring nations together on the final frontier. To boldly go, and do, what no spacecraft has done before.” Qui potete trovare il video di quel momento che, nel bene o nel male, resterà nella storia dell’astronautica!!!!
In ultimo segnalo una delle tante genialate della NASA, a questo link potete trovare l’iniziativa FACE IN SPACE, ovvero una foto che vi ritrae potrà essere messa in un database che partirà a bordo dello Space Shuttle Endeavour il 19 aprile 2011…..buon divertimento e non siate troppo emozionati per il vostro primo volo!
READY FOR LAUNCH??
Dal Cosmo è tutto…..
Francesca
Categorie: LE STELLE Tags: Face in Space, flyaround, Hubble Space Telescope, ISS, Nana Bianca, Nebulosa Planetaria, Nebulosa Protoplanetaria, Nebulosa Westbrook, PK166-06, Space Shuttle Discovery, Star Trek, STS 133, WFPC2, William Shatner
RIENTRO DELL’ATLANTIS – NEO 2010KQ – CANNIBALISMO STELLARE – LASCIANDO LA ISS
QUANDO UN CAVALLO PUROSANGUE SI RITIRA DALLE CORSE.
Il 26 maggio 2010 la navetta Atlantis ha fatto il suo ultimo touch-down sulla pista 33 del KSC in Florida. Dopo quasi 12 giorni di permanenza nello spazio, la navetta ha toccato terra alle 8.48 ora locale con un Sole “appena svegliato” a illuminare il suo ultimo atterraggio.
Il comandante Kenneth Ham e la crew della STS 132 hanno riportato a terra una navetta che concludeva il suo 32° volo, dopo una carrirera lunga 25 anni. Il primo volo fu il 3 ottobre 1985 con la missione STS 51J, con 5 membri dell’equipaggio a bordo; era una missione militare per il Dipartimento della Difesa statunitense. Durò appena 4 giorni e 2 ore (quasi….).

Atlantis sulla pista 33 del KSC il 26 maggio in attesa di essere portato all'OPF - Credits: Justine Ray/Spaceflight Now
Atlantis era il 4° Shuttle costruito dalla NASA; questo permise ai tecnici di perfezionare l’orbiter e farlo persare (al momento della partenza) addirittura 3 tonnellate in meno rispetto allo sfortunato Columbia, che effettuò il primo fra tutti i voli degli Shuttle. Con questa navetta sono stati lanciati 14 satelliti, 7 attracchi alla MIR (la “fu” stazione orbitante russa ora precipitata a terra dopo averla resa non operativa), piu’ di 10 attracchi alla ISS, non che un’importante visita di riparazione dal Telescopio Spaziale Hubble.
La navetta ha macinato circa 190 milioni di km, ha effettuato un totale di quasi 4500 orbite attorno alla Terra, per un attivo di circa 300 giorni nello spazio. E’ stata pilotata, usata e abitata da 191 astronauti. Ora l’orbiter e’ stato portato all’OPF, per prepararlo per un eventuale lancio su necessita’, mettendolo a disposizione dell’ultima missione Shuttle, quella dell’Endeavour. “Pettegolezzi fra navette” dicono che si potrebbe pensare a un STS 135, dato che tutto pare essere tecnicamente pronto per un ultimo volo che non sia un lounch-on-need!
Per chi volesse rivivere l’ultimo atterraggio della navetta Atlantis, puo’ collegarsi a questo link. Resta da vedere se le vocine di corridoio su una possibile STS 135 sono campate per aria o sono la base per qualcosa che si vuole realmente fare. Un’interessante discussione la potete trovare al sito AstroWorld a questo link. Oppure a questo link di Spaceflight Now (testo in inglese). Ma questo sara’ un argomento che ci riguardera’ solo nel 2011. Ora, mentre scrivo, mancano poco piu’ di 130 giorni alla partenza della STS 133 navetta Discovery…..meglio concentrarsi su cio’ di cui si e’ piu’ certi…..e……
…….GOD BLESS ATLANTIS e grazie di tutte le emozioni che hai dato a chi ti ha guardato, a chi ti ha “abitato” e a chi ti ha “coccolato” prima e dopo le missioni!
(Fonti: AstroWorld/Spaceflight Now/NASA)
8 luglio 2011: Atlantis decolla dalla Florida per l’ultima missione dello Space Shuttle Program della storia: la STS 135!
“SCUSI, MA LEI COS’E‘ ???“

Rappresentazione artisitca di un asteroide in passaggio molto ravvicinato alla Terra - Copyright degli aventi diritto
E’ stato denominato asteroide 2010 KQ ed e’ un oggetto molto piccolo. Il 21 maggio e’ passato rasente l’orbita della Luna. La sua magnitudine e’ di 28,9 e le sue dimensioni sono state calcolate in qualche metro. E’ stato scoperto solo cinque giorni prima del suo passaggio ravvcinato alla Terra e la cosa buffa e’ che gli studiosi non sono del tutto sicuri che sia un asteroide nel senso classico del termine! Dalle analisi fatte, ha caratteristiche che non possono essere associate a nessun altro asteroide fin’ora osservato. E’ stata fatta l’ipotesi che il “nostro” 2010KQ possa anche essere un pezzo di un qualche razzo, che dopo aver depositato in orbita il satellite che gli era stato “affidato”, abbia proseguito per la sua strada, fino a ritornare al pianeta da dove era partito.
Qualunque sia la sua natura, e’ stato comunque verificato che al prossimo passaggio ravvicinato, nel 2036 (circa), se mai dovesse entrare in rotta di collisione con il nostro pianeta (probabilita’ calcolata nell’ordine del 6%), le sue dimensioni lo porteranno a bruciare nell’alta atmosfera; non e’ quindi un oggetto potenzialmente pericoloso per noi. (Fonte: JPL.California Institute of Technology)
LA LENTA AGONIA DI WASP-12b.
L’immenso telescopio spaziale Hubble osserva una stella che si mangia il suo pianeta! E’ successo nella costellazione dell’Auriga, la responsabile dello “smembramento” e’ una nana gialla chiamata WASP-12, a 600 anni luce da noi e il malcapitato e’ un pianeta simile a Giove, ma con 40 volte la massa del nostro gigante gassoso. Il pianeta ha superato il limite di Roche e ora non puo’ piu’ tonare indietro (neanche se ne fosse in grado!!!!!); la stella madre lo sta fagocitando e ha cominciato a smembrarlo dalle parti piu’ esterne; pare che sara’ uno spuntino lungo, visto che se i ritmi restano questi, la stella impieghera’ qualche milionata d’anni prima di papparselo definitivamente. In questo momento il pianeta e’ cosi’ vicino alla sua stella da avere una temperatura superficiale di 2800° F. L’osservazione e’ stata possibile grazie alla nuvola di polveri e gas che lascia costantemente il pianeta, a causa dell’intensa interazione mareale provocata dalla stella madre. Grazie alla sesibilita’ della telecamera COS a bordo di Hubble, si sono potute analizzare le righe di assorbimento nello spettro del pianeta in transito davanti alla sua stella e si sono rilevate le tracce di alluminio, stagno e manganese. (COS lavora nella banda dell’ultravioletto). (Fonte: hubblesite.org)
ARRIVEDERCI ISS.

L'astronauta Soichi Noguchi prima di lasciare la ISS ed entrare nel modulo che lo riportera' a terra - Copyright degli aventi diritto
Ritornano a terra 3 dei 6 membri della ISS. L’atterraggio e’ avvenuto il mattino del 2 giugno 2010 nelle pianure del Kazakhstan. I tre astronauti che hanno lasciato lo spazio dopo 6 mesi di permanenza sono: il giapponese Soichi Noguchi, l’americano T.J. Creamer e il russo Oleg Kotov. Quest’ultimo era anche il comandante della ISS, comando che ora e’ passato ad Alexander Skvortsov. Ora i tre astronauti rimasti in orbita attendono l’arrivo di altri tre nuovi membri per la ISS, che saliranno il 15 giugno 2010. Per chi volesse vedere un sunto in pochi minuti del distacco dalla ISS, l’atterraggio e il recupero degli astronauti dalla capsula rientrati questa mattina 2 giugno, puo’ clikkare a questo link. Per coloro che volessero sempre sapere dove si trova a Stazione Spaziale, consiglio di visualizzare questa mappa sempre aggiornata in tempo reale. (Fonte: AstroWorld/NASA)
Dal Cosmo e’ tutto…………
Francesca
Categorie: Astronautica e Astronauti, LE STELLE, SISTEMA SOLARE Tags: Asteroide 2010 KQ, Cosatellazione dell'Auriga, ISS, Kennedy Space Center, Kenneth Ham, Limite di Roche, MIR, NASA, OPF, Orbiter, Soichi Noguchi, Soyuz, Space Shuttle Atlantis, STS 132, STS 135, STS 51J, Telescopio Spaziale Hubble, Terra, WASP-12, WASP-12b


















