Posts Tagged ‘ESO’

RHO OPHIUCHI E L’ACQUA OSSIGENATA – STS 135 SHUTTLE ATLANTIS

Seguimi su Google+

Acqua ossigenata trovata attorno a Rho Ophiuchi.

Con l’utilizzo del Telescopio APEX dell’ESO in Cile, gli astronomi hanno trovato la presenza di perossido di idrogeno (H2O2) in Rho Ophiuchi. Traducendo in termini “casalinghi” l’elemento chimico, possiamo dire che hanno trovato tracce di acqua ossigenata attorno a una stella binaria!

Oltre all’uso umano di questo elemento chimico, esso è molto importante negli strati atmosferici del nostro pianeta in quanto gioca un ruolo importante nello strato di ozono e nel comportamento dell’acqua nell’atmosfera stessa.

A 420 anni luce da noi, nella costellazione dell’Ophiuco, vi è questa nube molecolare gigante, composta principalmente di idrogeno ionizzato! Come tutte le nubi molecolari è culla di nuove stelle e in quanto tale, tenuta sotto stretta sorveglianza dagli astronomi al fine di osservarne i comportamenti e la composizione; e proprio su quest’ultima si è concentrata la ricerca del team di scienziati.

Nebulosa Rho Ophiuchi - Credits: ESO

Nebulosa Rho Ophiuchi - Credits: ESO

La nube in questione è di fatto gas molto freddo (a -250° C), ragion per cui gli strumenti usati per osservarla devono essere altamente sensibili fino a lunghezze d’onda sub-millimetriche; attraverso APEX è stato possibile così trovare nello spettro della nube, le tracce di H2O2 in un quantitativo di 1 molecola per 10 miliardi di atomi di idrogeno. La sensibilità degli strumenti di oggi permette di fare spesso scoperte di questo tipo, legate a elementi chimici fluttuanti in nubi fredde distanti anni luce, ma per questa scoperta è necessario soffermarci un pò di più sulla straodinarietà dell’elemento chimico trovato che è indiscutibilmente legato alla vita sul nostro pianeta e che potrebbe essere determinante anche in altri luoghi della Galassia/Spazio.

Nebulosa Rho Ophiuchi: nel cerchio la posizione corretta dove è stato trovato il perossido di idrogeno - Credits: ESO

Nebulosa Rho Ophiuchi: nel cerchio la posizione corretta dove è stato trovato il perossido di idrogeno - Credits: ESO

Il meccanismo è tanto semplice quanto è complicato il risultato di questa combinazione che è la base della vita: il perossido di idrogeno sembra si trovi su piccoli granelli di polvere cosmica che compongono la nube. Quando l’H2O2 incontra un altra molecola di idrogeno crea una reazione che genera acqua. E’ da notare come questi straordinari risultati siano cosa molto recente. La stessa molecola di ossigeno (O2) è difficilissima da trovare e studiare e il suo primo “avvistamento” è avvenuto solo nel 2007. (Fonte: media.inaf.it)

SPACE SHUTTLE ATLANTIS e l’ultimo volo di uno Shuttle.

Shuttle Atlantis - Credits: Justin Ray-Spaceflight Now

Shuttle Atlantis - Credits: Justin Ray-Spaceflight Now

Domani 8 luglio 2011 alle 17.26 dovrebbe partire l’ultimo Shuttle della storia, ma pare che il tempo voglia prolungare questo evento; infatti sembra che sia venerdì che sabato ci sia un NO GO rispettivamente del 70% e del 60%. La finestra utile pare essere domenica, dove il tempo sembrerebbe in miglioramento. Maggiori informazioni domani! In ogni caso la diretta del lancio la potete seguire qui su NOTIZIE DAL COSMO sia con commento originale che con commento in italiano.

Space Shuttle Atlantis in rampa e una splendida libellula - Credits: NASA/Bill Ingalls

Space Shuttle Atlantis in rampa e una splendida libellula - Credits: NASA/Bill Ingalls

VARIE ED EVENTUALI.

1. Dentro allo Shuttle Discovery! Clikka qui per vedere le immagini.

2. Proseguono le interviste agli astronauti NASA nella rassegna In Their Own Words. Questa volta tocca a Chris Ferguson comandante dell’ultimo volo di uno Space Shuttle: l’Atlantis!

3. E dato che l’Italia quest’anno 2011, è stata una protagonista attiva dello e nello spazio, propongo questo video relativo alle missioni dei nostri due astronauti Paolo Nespoli e Roberto Vittori…

4. Concludo segnalando questa splendida pagina dove potete osservare la Via Lattea a diverse lunghezze d’onda. Per modificare l’immagine e passare dall’ottico, ai raggi X, all’infrarosso, è sufficinete spostare il cursore dell’indicatore sulla destra in alto.

Dal Cosmo è tutto…..CIELI SERENI.

Francesca

Commenta per primo - Cosa ne pensi?  Postato da Sanduleak - 7 luglio 2011 alle 17:17

Categorie: Astronautica e Astronauti, VIA LATTEA La nostra Galassia   Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

REVIVAL ANNI ’80 – PARTENZA SOYUZ

Torna ad “accendersi” la supernova nata dall’esplosione della stella Sanduleak….

Sanduleak prima (a destra) e dopo l'eslosione (a sinistra) - Credits: Anglo-Australian Observatory

Sanduleak prima (a destra) e dopo l'eslosione (a sinistra) - Credits: Anglo-Australian Observatory

C’era una volta la stella Sandueak, una gigante blu, posta nella zona della nebulosa Tarantola, nella Grande Nube di Magellano, al confine  della costellazione del Dorado; Sanduleak è esplosa 168.000 anni fa e ora di lei resta la SN 1987A. La luce di quell’evento catastrofico è giunto a noi nella notte del 23 febbraio 1987 e il primo a osservarla fu John Danziger dall’Osservatorio dell’ ESO di La  Silla nelle Ande cilene. La sua luminosità raggiunse il massimo a maggio dello stesso anno, con un valore di magnitudo 3, per poi cominciare a scendere di nuovo. Sanduleak fu catalogata come supernova di tipo II.

SN 1987A qui è molto ben visibile l'annello di materia posto attorno al resto di Sanduleak anni dopo l'esplosione- Credits: Hubble/NASA

SN 1987A qui è molto ben visibile l'annello di materia posto attorno al resto di Sanduleak anni dopo l'esplosione- Credits: Hubble/NASA

Il fenomeno che sta riaccendendo la zona in cui si strova il resto di Sanduleak, è dato da un’interazione fra l’anello di materia attono all SN 1987A e il materiale frapposto tra il residuo stellare vero e porprio e l’annello esterno. In questa zona le onde d’urto permettono ai materiali di interagire fra di loro e produrre emissioni X; queste emissioni X eccitano il materiale tutto attorno che produce energia luminosa sotto forma di infrarossi e visibile. Spiega Danziger, «Questo fenomeno è dato al fatto che ci sono due regioni contenenti la materia espulsa dalla supernova: una più esterna (l’anello espulso 20mila anni prima l’esplosione) e una più interna. La maggiore luminosità della regione dell’anello è dovuta al riscaldamento provocato dall’onda d’urto dell’esplosione che avanza, mentre la regione più interna è riscaldata dai fotoni X emessi dall’anello stesso. Ciò che noi abbiamo misurato è il riscaldamento della parte più interna. Un’emissione, questa della parte interna, che non era mai stata osservata prima». Danziger prospetta che questa luminosità visibile potrebbe continuare a crescere, diventando visibile anche a occhio nudo!

SN 1897A dal 1994 al 2009 - credits: Hubble/NASA

SN 1897A dal 1994 al 2009 - credits: Hubble/NASA

Josefin Larsson dell’Università di Stoccolma, e che è a capo del team di ricerca, sottolinea come questa dinamica di SN 1987A non sia unica, ma soltanto più facilmente osservabile perchè relativamente vicina a noi rispetto a molte altre supernova recenti, che si trovano in altre galassie! (Ricordo che l’ultima supernova esplosa nella Via Lattea risale al lontano 1604 osservata da Keplero (SN 1604) nella costellazione dell’Ofiuco).

Spiega ancora Danziger: “Questa eccitazione della parte interna generata dalla radiazione X ci permette di evidenziare la composizione chimica della materia espulsa dalla supernova. E di verificare, così, le teorie di nucleosintesi stellare, ovvero come si formano gli elementi chimici all’interno delle stelle. Ciò è fondamentale non solo per capire l’evoluzione chimica delle galassie, ma anche di noi stessi, che di quegli elementi siamo composti: dopo tutto, siamo figli delle supernovae”. A questo link è possibile sentire per intero l’intervista fatta a John Danziger a cura di Marco Malaspina della redazione di MEDIA INAF. (Fonte: media.inaf.it)

Brevi dal Cosmo. Come già detto, è partita la Expedition 28 alla volta della ISS. Vi metto il video relativo sia al pre lancio, che al lancio.

Restando sempre in tema Stazione Spaziale, ecco il video fatto da Paolo Nespoli mentre la Soyuz con il suo gruppo, lasciava la ISS il 23 maggio 2011! Non servono commenti per capire la bellezza di ciò che vede un astronauta con i suoi occhi!

CIAO STELLINA

So di fare un uso personale del mio blog che è pubblico, ma vorrei salutare una persona che è scomparsa l’8 giugno a soli 23 anni, dopo aver lottato per mesi contro il cancro! Non mi prodigherò in elogi che lasciano sempre il tempo che trovano…..tranquilli….

Una cara amica, che ha imparato ad amare il Cosmo non solo per spirito di sopportazione nei miei confronti, ma perchè era rimasta affascinata da questo “mondo” fantastico che ci circonda, anche con i suoi misteri…..

Quando le ho chiesto di suonarmi al pianoforte una musica che accompagnasse i miei video degli Shuttle, ha accettato con entusiasmo … come sempre … soddisfacendo questo mio piccolo capriccio!!!!

Ha lasciato spesso qualche commento sul blog….ha seguito con entusiasmo le missioni degli Shuttle e l’avventura di Paolo Nespoli, fino all’incontro storico con Vittori….era affascinata e onorata di sapere quanto stava succedendo sopra le nostre teste….si entusiasmava e si stupiva di come l’Universo fosse affascinante e speciale, sia nelle cose grandi che in quelle piccole….aveva aderito con gioia alla campagna della NASA di mandare il proprio nome su Marte insieme al rover Curiosity…

Per ricordarla riposto il primo video che ho fatto con la sua musica (il tributo all’ultimo volo dello Shuttle Discovery) ….mentre le altre canzoni che mi ha donato, sono già pronte per i prossimi video che farò.

Grazie per il tuo sostegno Stellina….mi mancherai….

E come chiosavamo sempre nei nostri messaggi via pc….

CIELI SERENI


Commenta per primo - Cosa ne pensi?  Postato da Sanduleak - 9 giugno 2011 alle 09:31

Categorie: UNIVERSO LONTANO   Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

« Pagina precedentePagina successiva »