TERREMOTI LUNARI
Nuove interessanti scoperte geologiche relative al suolo lunare.
Dalle osservazioni fatte dalla sonda LRO, gli scienziati hanno potuto appurare che 50 milioni di anni fa (nulla su scala temporale astronomica), a seguito del raffreddamento del nucleo lunare, una serie di terremoti potrebbe aver smosso la crosta del nostro satellite. In particolare, si sono notate due zone in cui il fenomeno tellurico pare ancora molto evidente.
Le zone interessate mostrano delle fratture nel terreno più lunghe che larghe. “Pensiamo che la luna sia in uno stato di contrazione globale a causa del raffreddamento di un interno ancora caldo.” ha detto Watters Thomas del Centro per la Terra e studi planetari presso la Smithsonian National Air and Space Museum di Washington.

Luna: tracce di fenomeni tellurici - Credits: NASA / Goddard / Arizona State University / Smithsonian Institution
Secondo Richard Vondrak, LRO Project Scientist della NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland: ”Questi movimenti mostrano ancora delle contrazioni in atto e ci dicono che la Luna è ancora attiva. ”
Più la mappatura di LRO prosegue, più i dati a disposizione degli scienziati saranno tali da permettere di dire quanto siano giovani e che tipo di fenomeni tellurici abbiano interessando (o stiano interessando tutt’ora) il nostro satellite.
“E ‘stata una grande sorpresa quando ho notato questi movimenti tellurici negli altopiani.” Ha detto il co-autore Mark Robinson (‘Arizona State University), ricercatore principale di LROCamera. “Ho immediatamente osservato la zona con le immagini stereoscopiche ad alta risoluzione in modo da poterne creare una vista tridimensionale. E ‘ emozionante quando si scopre qualcosa di totalmente inaspettato e solo circa la metà della superficie lunare è stata ripresa in alta risoluzione. C’è molto ancora da esplorare sulla Luna. ”
Varie ed eventuali.
1. “Robonaut è pronto a prendere servizio, Comandate Burbank! ” Le immagini dell’attivazione del robot a bordo della Stazione Spaziale.
Robonaut è stato portato nello spazio un anno fa con la missione STS 133. Cos’è Robonaut? Ecco il resoconto a questa pagina del mio blog.
2. Nuovo successo per R.H.McNaught, grande cacciatore di comete. E’ stata recentemente confermata una nuova cometa a cui è stata data la sigla di C/2012 C1. La magnitudine dell’oggetto attualmente è di 18.8. I dati delle osservazioni dopo la conferma della scoperta, a questo link.
3. Gli Stati Uniti ricordano il primo volo di un astronauta americano a 50 anni dal lancio. Era il 20 febbraio 1962 quando l’astronauta John Glenn venne mandato in orbita con il progetto Mercury facendo così quello che i russi avevano già fatto l’anno prima con Jurij Gagarin. Il nome della navetta Friendship7, fu scelto personalmente da Glenn, che una volta nello spazio, compì 3 orbite attorno alla nostra Terra. Glenn tornò poi a volare anni e anni dopo con lo Space Shuttle nella missione STS 95 (navetta Discovery). Il lift off avvenne il 29 ottobre 1998 e Glenn per la seconda volta ottenne un primato, risultando la persona più anziana che fino ad allora aveva mai volato, avendo lui nel 1998, 77 anni!
4. Parlano italiano molti luoghi mappati dalla sonda Dawn sull’asteroide Vesta. A questo link, una mappa dei nomi già assegnati.
5. Ringrazio il blog Collection of Science News per aver nominato e suggerito fra gli altri il mio blog, in una pagina informativa sui siti dove si possono trovare notizie astronomiche/scientifiche. Onorata di fare parte di questo elenco! CIELI SERENI a tutti noi che facciamo divulgazione astronomica (e astronautica)…così rara, nel panorama divulgativo/informativo italiano!!!
6. In ultimo un filmato davvero spettacolare di alcuni passaggi notturni della Stazione Spaziale Internazionale! Un video davvero suggestivo.
Dal Cosmo è tutto… CIELI SERENI
Francesca
Categorie: SISTEMA SOLARE Tags: Attività Telluriche, Cometa C/2012 C1, ISS, John Glenn, Luna, McNaught, Robonaut, Sonda LRO
I GETTI DEGLI OGGETTI HH OSSERVATI DA HUBBLE
La nascita delle stelle, per quanto nota teoricamente agli scienziati, manca ancora di punti luce sulla dinamica di questo fenomeno. Il team di Patrick Hartigan della Rice University di Houston ha studiato ed elaborato i dati di Hubble, lungo 14 anni di osservazioni fatte con il telescopio spaziale. Le conclusioni sulle immagini ottenute sono davvero stupefacenti e affascinanti.
Il telescopio Hubble è stato puntato verso una delle regioni a maggiore concentrazione di nascite stellari a noi più vicino, fra cui la NEBULOSA DI ORIONE (M42). Questa nebulosa si trova a soli 1270 anni luce da noi; questo la rende visibile anche a occhio nudo nelle notti degli inverni boreali.

Oggetti HH osservati nella nebulosa di Orione - Credits Z. Levay (STScI), T.A. Rector (University of Alaska Anchorage), and H. Schweiker (NOAO-AURA-NSF)
All’interno di questa culla di nuove stelle, abbiamo diversi oggetti HH (dalle iniziali di Herbig e Haro i due astronomi che negli anni ’50 studiarono il fenomeno); questi oggetti sono caratterizzati da potenti e lunghissimi getti di materia che partono dalla stella in fase embrionale e si disperdono per migliaia di chilometri dai poli della stessa e in direzioni opposte! In questa fase, le proto-stelle sono ancora avvolte nella loro nube molecolare che le ha generate, restando così invisibili all’occhio umano (ma non all’infrarosso); il miglior modo per stanarle, nel visibile, è osservare le tracce che lasciano attorno a se: i lunghi getti di gas, appunto!
I getti osservati hanno una larghezza media di 10 volte il Sistema Solare; secondo le immagini scattate in diversi momenti e dopo un accurato confronto, si può notare come questi getti siano dinamici e con catatteristiche ben definite. Fra i segreti svelati da questa ricerca, vi è il fatto che l’emisisone di questa materia non è continua, ma a tratti.
La velocità di espulsione si attesta attorno alla velocità supersonica e pare (secondo questa ricerca) essere costante; quest’ultima caratteristica porta a una continua interazione fra la materia espulsa, che entrando in conflitto, genera calore rendendosi visibile nelle alte energie.
Questo comportamento delle proto-stelle è una costante, è utile quindi pensare che il comportamento di questi oggetti non sia dissimile da quello del nostro Sole quando si stava formando 4,5 miliardi di anni fa. (Fonte: spacetelescope.org)
Varie ed eventuali.
1. La Terra e Luna, come ci apparirebbero viste da 9,66 milioni di km?
Ecco come si perde negli spazi siderali in nostro binomio… La foto è stata scattata dalla sonda JUNO in viaggio verso Giove.
2. Dopo il fallimento del lancio del Progress, che era diretto verso la ISS, la comunità internazionale sta discutendo su cosa fare nei prossimi mesi. Il carico perduto è notevole ed è stata messa anche sul piatto l’idea di abbandonare la Stazione Spaziale per qualche tempo (e che potrà continuare a sopravvivere con i comandi automatici per qualche tempo).

La Stazione Spaziale Internazionale. Foto scattata dal Paolo Nespoli durante il volo di rientro - Credits: NASA/ESA
Per ora l’agenzia spaziale russa sta febbrilmente venendo a capo del guasto che ha fatto precipitare a terra il razzo poco dopo la partenza. Intanto pare che la permanenza a bordo degli astronauti della Expedition 27 venga prolungata di qualche settimana (fino alla fine di ottobre: ovvero la data limite per cui è stata certificata al capsula Soyuz TMA 21 in uso alla spedizione); stessa sorte di slittamento per gli altri 3 astronauti che resterebbero a bordo (la Expedition 28) fino a gennaio. Per loro vi è anche l’incognita freddo delle steppe russe, dove atterrano abitualmente le capsule Soyuz e questo crea un ulteriore problema per la data di rientro che in questo caso sembra più orientata a restare quella già prefissata di novembre. Un interessante approfondimento su AstroWorld.
Dal Cosmo è tutto….CIELI SERENI
Francesca















