IL RITORNO DELLA EXPEDITION 28
Venerdì 16 settembre 2011 è rientrata la Expedition 28 formata dal comandante Andrey Borisenko, dagli ingegneri di volo Alexander Samokutyaev e Ron Garan.
Ecco le immagini del momento del commiato dal resto del gruppo che ancora occuperà la ISS fino a novembre di quest’anno 2011.
Qui il video del momento del distacco dalla Stazione Spaziale.
E qui il momento importantissimo dell’atterraggio e dell’estrazione degli astronauti dalla capsula. Tutto è andato bene e gli astronauti sono atterrati sani e salvi nelle steppe del Kazakhstan.
Vorrei fare due segnalazioni importantissime per lunedì 19 settembre 2011!
1. La prima è dedicata a un incontro pubblico con il nostro astronauta Umberto Guidoni e con l’astrofisico (neo presidente INAF) Giovanni Bignami. Il tutto si svolgerà a Lecco, in Via Ongania 4, presso la Sala Don Ticozzi a partire dalle 20.30.
2. L’altra segnalazione è un incontro presso la sede dell’ASI a Roma in Viale di Villa Grazioli, 23 a partire dalle ore 14.00; in questa conferenza si avrà modo di “chiccherare” sulle missioni DAMA e MAGISSTRA conclusesi entrambe a maggio 2011. In questa occasione ci sarà una vera abbuffata di astronauti!! Ecco i nomi dei presenti: Paolo Nespoli, Catherine Coleman, Roberto Vittori, Mark Kelly, Gregory Harold Johnson, Edward Michael Finke, Andrew Jay Feustel, Gregory E. Chamitoff e Scott Kelly. E’ possibile scaricare il volantino con il programma a questo link.
Dal Cosmo è tutto … CIELI SERENI
Francesca
Categorie: Astronautica e Astronauti Tags: Alexander Samokutyaev, Andrew Jay Feustel, Andrey Borisenko, Catherine Coleman, DAMA, Edward Michael Finke, Expedition 28, Gregory E. Chamitoff, Gregory Harold Johnson, ISS, Kazakhstan, MAGISSTRA, Mark Kelly, Paolo Nespoli, Roberto Vittori, Ron Garan, Scott Kelly, Stazione Spaziale Internazionale, Umberto Guidoni
I GETTI DEGLI OGGETTI HH OSSERVATI DA HUBBLE
La nascita delle stelle, per quanto nota teoricamente agli scienziati, manca ancora di punti luce sulla dinamica di questo fenomeno. Il team di Patrick Hartigan della Rice University di Houston ha studiato ed elaborato i dati di Hubble, lungo 14 anni di osservazioni fatte con il telescopio spaziale. Le conclusioni sulle immagini ottenute sono davvero stupefacenti e affascinanti.
Il telescopio Hubble è stato puntato verso una delle regioni a maggiore concentrazione di nascite stellari a noi più vicino, fra cui la NEBULOSA DI ORIONE (M42). Questa nebulosa si trova a soli 1270 anni luce da noi; questo la rende visibile anche a occhio nudo nelle notti degli inverni boreali.

Oggetti HH osservati nella nebulosa di Orione - Credits Z. Levay (STScI), T.A. Rector (University of Alaska Anchorage), and H. Schweiker (NOAO-AURA-NSF)
All’interno di questa culla di nuove stelle, abbiamo diversi oggetti HH (dalle iniziali di Herbig e Haro i due astronomi che negli anni ’50 studiarono il fenomeno); questi oggetti sono caratterizzati da potenti e lunghissimi getti di materia che partono dalla stella in fase embrionale e si disperdono per migliaia di chilometri dai poli della stessa e in direzioni opposte! In questa fase, le proto-stelle sono ancora avvolte nella loro nube molecolare che le ha generate, restando così invisibili all’occhio umano (ma non all’infrarosso); il miglior modo per stanarle, nel visibile, è osservare le tracce che lasciano attorno a se: i lunghi getti di gas, appunto!
I getti osservati hanno una larghezza media di 10 volte il Sistema Solare; secondo le immagini scattate in diversi momenti e dopo un accurato confronto, si può notare come questi getti siano dinamici e con catatteristiche ben definite. Fra i segreti svelati da questa ricerca, vi è il fatto che l’emisisone di questa materia non è continua, ma a tratti.
La velocità di espulsione si attesta attorno alla velocità supersonica e pare (secondo questa ricerca) essere costante; quest’ultima caratteristica porta a una continua interazione fra la materia espulsa, che entrando in conflitto, genera calore rendendosi visibile nelle alte energie.
Questo comportamento delle proto-stelle è una costante, è utile quindi pensare che il comportamento di questi oggetti non sia dissimile da quello del nostro Sole quando si stava formando 4,5 miliardi di anni fa. (Fonte: spacetelescope.org)
Varie ed eventuali.
1. La Terra e Luna, come ci apparirebbero viste da 9,66 milioni di km?
Ecco come si perde negli spazi siderali in nostro binomio… La foto è stata scattata dalla sonda JUNO in viaggio verso Giove.
2. Dopo il fallimento del lancio del Progress, che era diretto verso la ISS, la comunità internazionale sta discutendo su cosa fare nei prossimi mesi. Il carico perduto è notevole ed è stata messa anche sul piatto l’idea di abbandonare la Stazione Spaziale per qualche tempo (e che potrà continuare a sopravvivere con i comandi automatici per qualche tempo).

La Stazione Spaziale Internazionale. Foto scattata dal Paolo Nespoli durante il volo di rientro - Credits: NASA/ESA
Per ora l’agenzia spaziale russa sta febbrilmente venendo a capo del guasto che ha fatto precipitare a terra il razzo poco dopo la partenza. Intanto pare che la permanenza a bordo degli astronauti della Expedition 27 venga prolungata di qualche settimana (fino alla fine di ottobre: ovvero la data limite per cui è stata certificata al capsula Soyuz TMA 21 in uso alla spedizione); stessa sorte di slittamento per gli altri 3 astronauti che resterebbero a bordo (la Expedition 28) fino a gennaio. Per loro vi è anche l’incognita freddo delle steppe russe, dove atterrano abitualmente le capsule Soyuz e questo crea un ulteriore problema per la data di rientro che in questo caso sembra più orientata a restare quella già prefissata di novembre. Un interessante approfondimento su AstroWorld.
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Francesca











