Posts Tagged ‘Titano’

E SE GIOVE PERDESSE IL “CORE”?

Seguimi su Google+

Giove è il pianeta più grande del nostro Sistema Solare. E’ di fatto un gigante gassoso, ma il suo gas più interno è sottoposto a pressioni così forti, da comportarsi come un liquido. Più ci si avvicina al “core” del pianeta, più questa pressione aumenta, fino ad arrivare a 40 milioni di atmosfere terrestri e a 20.000 gradi centigradi di temperatura quando ci troviamo nel centro del pianeta.

Giove e la Grande macchia rossa in primo piano - Credits: NASA/ESA/Hubble

Giove e la Grande macchia rossa in primo piano - Credits: NASA/ESA/Hubble

Il nucleo del pianeta però, è sempre parso un pò troppo piccolo se rapportato alla mole di  Giove; questo ha fatto nascere alcune ipotesi, come quella del team di ricerca cinese guidato da Shu Lin Li dell’Università di Pechino, nel quale viene affermato che Giove, nel suo passato, potesse essere un pianeta roccioso più grande della Terra e che solo in seguito si sarebbe rimpicciolito sotto la sua enorme gravità mescolando così i materiali pesanti della parte rocciosa con la sua atmosfera. Questa suggestiva ipotesi, poteva anche spiegare perchè nell’atmosfera del pianeta, sia presente un’alta concentrazione di metalli pesanti, più che nel resto del Sistema Solare.

Ora però, una nuova ipotesi si fa strada a opera di Hugh Wilson e Burkhard Militzer della University of California diBerkeley; secondo i ricercatori il nucleo di Giove avrebbe cominciato a dissolversi da subito, cioè 4,5 miliardi di anni fa! Sembra che il principale responsabile sia l’ossido di magnesio (un minerale che si comporta come un granello di sale posto in un bicchiere a cui viene versata sopra dell’acqua).

Lentamente ossido di magnesio contenuto nel nucleo, reagisce con l’atmosfera supercompressa del pianeta, sciogliendosi progressivamente. Non potendo ricreare le stesse condizioni del nucleo gioviano sulla Terra, attraverso l’ausilio di equazioni matematiche relative alla fisica quantistica, è stato possibile capire che il minerale adotta esattamente quel comportamento se sottoposto alle condizioni in cui si trova in Giove.

Giove - Credits: NASA

Giove - Credits: NASA

Secondo Wilson, la roccia staccatasi, si sarebbe mescolata al resto dell’atmosfera gioviana, rendendo quest’ultima una dei posti più ricchi di elementi pesanti di tutto il Sistema Solare. Anche il nucleo saturniano non sembra messo meglio, ma le condizioni di pressione e temperature del core di Saturno, non paiono così proibitive come quelle di Giove, ragion per cui il processo del pianeta con gli anelli pare molto più lento rispetto al gigante Giove. Dave Stevenson del California Institute of Technology a Pasadena, sostiene che è un processo comune a tutti i pianeti di massa molto grande.

Secondo Wilson, questo potrebbe determinare una caratteristica comune nei pianeti giganti (anche extrasolari): la presenza di elementi pesanti nelle loro atmosfere potrebbe indicare il progressivo e lento disfacimento del core interno. Se la teoria verrà confermata, i telescopi del futuro che saranno dedicati agli esopianeti, dovranno tenerne conto. Di contro il ricercatore sostiene che questo indica che il nostro Giove è ancora un bambinone in formazione in quanto non si è ancora stabilizzato. (Fonte: www.newscientist.com)

Varie ed eventuali.

1. Ecco un’intervista molto interessante al nostro astronauta Paolo Nespoli; il tutto nell’ambito di GIOVEDI’ SCIENZA.

A questo link il video della conferenza  intera.

2. Fra i link che ritengo interessanti per il contenuto esposto, questo mi è sembrato particolarmente importante perchè parla della cultura scientifica (e specificatamente astronomica) di noi: popolo italiano!! Davvero non ci facciamo una bella figura… Non vorrei deprimere nessuno, ma se volete leggere quanto poco ne sappiamo di questa nobile disciplina, clikkate –>  qui <– !!!

3. Splendida immagine di Titano presa dalla sonda Cassini. La zona fotografata è il polo sud (in alto a destra nella foto) e si nota immediatamente una differenza di colore nell’atmosfera stessa. Questo potrebbe essere dovuto alla presenza di particelle di dimensioni differenti, questo creerebbe una foschia.

Titano e la sua atmosfera nella zona del Polo Sud - Credits: NASA - JPL Caltech - Space Science Institute

Titano e la sua atmosfera nella zona del Polo Sud - Credits: NASA - JPL Caltech - Space Science Institute

4. Restando sempre su Saturno, ecco un’altra splendida immagine catturata sempre dalla sonda Cassini nel dicembre del 2011. La sonda effettuò in quel periodo un fly-by con la luna Dione e fra le foto scattate vi è questa, suggestiva e poetica, che vede la piccola Mimas fare capolino dalla grande sagoma di Dione.

Dione e Mimas - Credits: NASA / JPL Caltech / Space Science Istitute

Dione e Mimas - Credits: NASA / JPL Caltech / Space Science Istitute

Dal Cosmo è tutto ….. CIELI SERENI

Francesca

Commenta per primo - Cosa ne pensi?  Postato da Sanduleak - 25 gennaio 2012 alle 21:51

Categorie: SISTEMA SOLARE   Tags: , , , , , , ,

L’ARMA SEGRETA DELLA VIA LATTEA

La nostra galassia, la Via Lattea, non è affatto quella cosa statica e caramellosa che già gli antichi ci descrivevano! Nella sua età giovanile, essa ha infatti sistematicamente attirato e smembrato (letteralmente) altre galassie più piccole che si sono disgraziatamente avvicinate a lei! Ora, pare che da un recente studio, emerga come la radiazione ultravioletta sprigionatasi dal centro galattico a partire da 12 miliardi di anni fa (quindi quando la nostra galassia era in piena formazione), possa aver letteralmente “asfissiato” le piccole galassie satellite, rendendole incapaci di produrre nuove stelle!

La Via Lattea vista da Terra - Credits: Alex Cherney -Terrastro-

La Via Lattea vista da Terra - Credits: Alex Cherney -Terrastro-

Lo studio è stato condotto da Pierre Ocvirk e Dominique Aubert e pubblicato sulla rivista mensile Monthly Notices of the Royal Astronomical Society; ciò che si è scoperto con questa ricerca, mette in evidenza come la vecchia teoria che vedeva l’emissione ultravioletta delle galassie vicine, essere la causa dell’allontanamento del gas interstellare delle galassie satellite (come un’azione collettiva e uniforme), sia sbagliata. Dalla ricerca sembra che sia stata la Via Lattea stessa a spazzare via il gas delle galassie satellite più vicine al centro galattico, impedendo a queste piccole vicine di casa, di poter formare nuove stelle; questo risultato è stato possibile grazie all’utilizzo di un modello matematico denominato Via Lactea II, che analizza il comportamento del gas intrappolato nell’alone di materia oscura che circonda la nostra galassia.

La Via Lattea vista da Terra - Copyright degli aventi diritto

La Via Lattea vista da Terra - Copyright degli aventi diritto

Pierre Ocvirk ha commentato: “Questa è la prima volta che un modello matematico è in grado di spiegare l’effetto della radiazione emessa dalle stelle appena formate al centro della Via Lattea, sulle sue galassie satelliti. A differenza dei modelli precedenti, il campo di radiazione prodotta non è uniforme, ma diminuisce di intensità, come ci si allontana dal centro della Via Lattea. I resti delle galassie che si sono trovate in prossimità del centro galattico sono più difficili da rilevare, perchè possiedono un numero basso di stelle in seguito a questo allontanamento del gas; al contrario, le galassie satellite più distanti hanno potuto continuare a formare nuove stelle e quindi risultano a tutt’oggi ancora ben visibili!”

E’ quindi fondamentale il ruolo giocato dalle prime stelle che si sono formate nel centro della Via Lattea, che con la loro emissione ultravioletta hanno impedito  la successiva formazione di altre stelle nelle piccole galassie più prossime alla nostra. (Fonte: sciencedaily.com)

Varie ed eventuali.

1. Incredibile immagine scattata nel 2007 dalla sonda NEW HORIZONS durante il suo fly-by con Giove! La sonda ha usato la spinta gravitazionale del pianeta gigante per proseguire la sua corsa verso il nano pianeta Plutone (che raggiungerà solo nel 2015).

Giove ripreso dalla New Horizons - Credits: NASA, Johns Hopkins U. APL, SWRI

Giove ripreso dalla New Horizons - Credits: NASA, Johns Hopkins U. APL, SWRI

2. E’ da oggi possibile seguire via Twitter i messaggi dell’astronauta danese Andreas Mogensen a questo account.

Andreas Mogensen - Credits: ESA

Andreas Mogensen - Credits: ESA

3. Oggi 26 ottobre (ma del 1946) veniva scattata la prima fotografia alla Terra …dallo spazio!!!

Prima foto della Terra dallo spazio - Credits: U.S. Army

Prima foto della Terra dallo spazio - Credits: U.S. Army

4. Magnifica foto ripresa dalla sonda Cassini al sistema saturniano. Si vedono le lune Titano, Dione, Pandora e Pan insieme al profilo degli anelli di Saturno! MAGNIFICA!

Gli anelli di Saturno di profilo e le lune Titano, Dione, Pandora e Pan - Credits: NASA-JPL Caltech-Space Science Institute

Gli anelli di Saturno di profilo e le lune Titano, Dione, Pandora e Pan - Credits: NASA-JPL Caltech-Space Science Institute

Dal Cosmo è tutto…..CIELI SERENI

Francesca

Commenta per primo - Cosa ne pensi?  Postato da Sanduleak - 24 ottobre 2011 alle 21:09

Categorie: VIA LATTEA La nostra Galassia   Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Pagina successiva »